Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 67

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La propensione agli studi ingegneristici di Nan si sono manifestati fin dalla sua giovinezza, quando, negli anni ‘60, studiò presso la Tsinghua University di Pechino. Superati i tumultuosi anni della Rivoluzione Culturale cinese, Nan Rendong è poi tornato a dedicarsi agli studi per guadagnarsi il dottorato in astronomia e astrofisica presso la University of Science and Technology di Hefei.

Le Origini

Per FAST tutto ha inizio nel 1994, quando Nan era parte della delegazione cinese presso il working group incaricato di studiare la fattibilità del progetto SKA, lo Square Kilometer Array, per la costruzione di un gigantesco insieme di antenne in grado di coprire una superficie pari a un chilometro quadrato. Grazie alla tecnica interferometrica, il sistema prevede di combinare i segnali captati dalle singole antenne, come un unico grande ricevitore. All’epoca la Cina si era offerta di ospitare lo SKA, proprio nella sua regione Sudovest, caratterizzata da numerosi avvallamenti carsici. La proposta era quella di costruire alcune grandi antenne, di cui FAST sarebbe stato il prototipo. Gli astronomi cinesi avevano già compiuto il lavoro preliminare di progettazione quando il consorzio scientifico di SKA preferì optare per un numero superiore (migliaia) di antenne più piccole. La Cina fu quindi scartata come possibile luogo di costruzione nel 2006, ciononostante, Nan Rendong e il team scientifico cinese proposero di procedere comunque con la costruzione del radiotelescopio gigante: stava prendendo forma il progetto dell’attuale FAST.

Il Progetto FAST

Nel 2007 ha inizio la fase preliminare del progetto. Nan aveva già individuato il luogo giusto per collocare il radiotelescopio, in un insieme di oltre 400 candidati: una depressione carsica, larga a sufficienza per consentire di ospitare i 500 metri dell’antenna, in una isolata e scarsamente popolata regione del Sudovest: Dawodang.

Il piccolo villaggio rurale collocato sul fondo della vallata che avrebbe poi ospitato l’antenna del grande radiotelescopio. È stato necessario trasferire i circa 70 abitanti della zona per far spazio al cantiere per la costruzione di FAST. Crediti: NAOC.