Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 63

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Sopra. Una fotografia scattata nel 1951 presso l’Osservatorio Astronomico di Arcetri che ritrae alcuni dei padri della radioastronomia in Italia. Guglielmo Righini – Margherita Hack – Cristina Ballario – Gino Agnoletti (giardiniere) Bruno Terchi (tecnico meccanico) – Giorgio Abetti – Paolo Cipriani (addetto all’amministrazione) – Bonaldo Romagnoli (tecnico fotografo, tecnico alla torre solare) – Giovanni Pala (custode). In prima fila da sinistra: Il figlio di Agnoletti con il cagnolino Pucci Pucci (il cane di Ballario) - Un ospite, forse in visita con Tempesti – Piero Tempesti (che non lavorava ad Arcetri) – Mario Gerolamo Fracastoro – Fosco Tantulli (tecnico meccanico). Cortesia dell’Archivio Storico dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri Archivio fotografico.

Sopra. La “Croce del Nord” vista da terra nei pressi di una delle entrate. In questa immagine è visibile anche la parabola da 32 metri di diametro, costruita nel 1983. Crediti: INAF.

quei nostri “pionieri” che seppero vedere, prima di altri (e di realizzare in un “ambiente” che, tutto sommato, non incoraggiava certe “avventure”), quello che qui i loro colleghi (e lo Stato che finanzia la ricerca) non avevano ancora visto, o se l’avevano fatto, avevano preferito continuare a camminare sulle strade a loro ormai note e più sicure.

Mi fermo qui perché molte delle cose che ho scritto sono note e più volte raccontate. Desideravo ricordare due figure a me care, sia pure in modo diverso: quella di Guglielmo Righini e quella di Marcello Ceccarelli, iniziatori nel nostro Paese di una bella storia di scienza che ha dato molti frutti e che certamente non finirà qui dove è già arrivata.