Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 62

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Coelum Astronomia

A Bologna fu fatto molto di più di quello che era stato fatto ad Arcetri. D’altronde, non poteva essere diversamente, essendo Ceccarelli arrivato alla cattedra di Fisica Sperimentale di Bologna nel 1962, dieci anni dopo quei primi esperimenti di Righini. Attratto dai temi dell’astrofisica, lasciate le particelle, si dedicò alla radioastronomia. E poiché a Bologna non c’era nulla per poter lavorare in quel campo pensò di crearsi lo strumento adatto. E pensò in grande!

Chiamò accanto a sé l’ingegner Sinigaglia e l’astrofisico Braccesi e, in poco tempo, fu approntato il progetto del nuovo radiotelescopio. Quasi un miracolo (siamo in Italia). Bastarono alcuni anni e nell’ottobre del 1964, nella piana di Medicina a circa 35 km dal capoluogo, veniva inaugurato il nuovo radiotelescopio. Fu chiamato “Croce del Nord” perché non si trattava di un normale radiotelescopio con antenna a paraboloide e montatura equatoriale (per quelli piccoli) o altazimutale (per quelli grandi). La sua antenna è costituita da due rami, perpendicolari tra loro, di antenne a schiera per una lunghezza di 564 m (ramo Est-Ovest) e di 640 m (ramo Nord-Sud), con un’area di raccolta di 30 000 m2 , che consente il rilevamento di radiosorgenti molto deboli. La Croce del Nord entrò subito in funzione e in poco tempo produsse un grande catalogo di radiosorgenti.

Certo, prima o poi l’astronomia italiana si sarebbe aperta anche a questa nuova tecnica di osservazione. E così fu, infatti, ma non fu una cosa semplice se si dovette aspettare il 1983 per veder sorgere sulla piana di Medicina l’antenna di 32 m, altri cinque anni per vedere quella di Noto e altri venticinque per arrivare al quadro di oggi. Questo però non diminuisce, anzi rinforza, il merito di

Sopra. Una vista aerea del complesso della radiostazione di Medicina che ospita il grande radiotelescopio “Croce del Nord”: la sua antenna è costituita da due rami, perpendicolari tra loro, di antenne a schiera per una lunghezza di 564 m (ramo Est-Ovest) e di 640 m (ramo Nord-Sud). Nel 1983 venne aggiunta la grande antenna parabolica da 32 m di diametro. Crediti: Roberto Ragazzoni.