Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 61

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Sopra. Il fasatore d'onda a kerosene. Come spiegato, in un’epoca ancora senza computer, i progettisti della Croce del Nord fecero passare attraverso questi contenitori pieni di cherosene i cavi che portavano i segnali radio ricevuti dalle antenne.

sistema di rifasamento dei segnali captati dalla Croce del Nord. Data la grande distanza tra i ricevitori, i segnali radio provenienti dallo spazio non arrivavano dalle antenne nello stesso momento, ma con qualche ritardo l’una dall’altra. Oggi, il problema di “messa in fase” dei segnali è superato, grazie all’aiuto dei computer, ma all’epoca non era così. I progettisti dunque escogitarono una soluzione a dir poco geniale: i cavi che conducevano il segnale radio delle prime antenne furono messi in un bagno di kerosene, il che permetteva di introdurre un adeguato ritardo di trasmissione del segnale tale da far giungere i dati al centro di raccolta nello stesso momento.

Questa operazione permetteva poi di sommare coerentemente i vari segnali aumentando così il rapporto segnale/rumore, rendendo di conseguenza il radiotelescopio estremamente sensibile. La cosa bella è che il sistema di rifasamento era basato su ampolle collegate tramite tubi. Il tutto veniva manovrato manualmente e, sfruttando il principio dei vasi comunicanti, si andavano a riempire le varie guide d’onda. Semplice, geniale ed estremamente efficace.

Nel 1983 alla Croce del Nord viene affiancata anche una grande antenna parabolica: questa lavora sulle frequenze comprese tra 1,4 e 23 GHz, e viene usata sia per le normali osservazioni astronomiche, da sola, o come stazione VLBI per le osservazioni interferometriche, anche nell'ambito del progetto SETI tramite lo strumento "SERENDIP IV".