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Coelum Astronomia

20,5 Mhz; lunghezza d’onda di circa 14,5 m) era situata nella costellazione del Sagittario, in direzione del centro della Galassia.

Il lavoro finì lì, benché il risultato fosse poi confermato, nel 1938, da Grote Reber (1911-2002), ma l’interesse per quel tipo di ricerca riprese dopo la fine della seconda guerra mondiale, dopo che nel 1942 James Stanley Hey (1909-2000) aveva riconosciuto che anche il Sole era sorgente di onde radio.

Nel 1950, quasi ovunque in Italia, si faceva quella che, scherzosamente, i pochi che si occupavano di astrofisica chiamavano “astronomia rotonda”, per via di quella sfera celeste che immancabilmente entrava nei discorsi e sulle lavagne degli astronomi “classici”. Io frequentai l’ultimo anno di universitò a Firenze, cioè fuori casa con notevole sacrificio della mia famiglia, e mi laureai nell’anno accademico del 1949/50. A Trieste la cattedra di astronomia era assegnata al professor Ettore Leonida Martin (1890-1966), brava persona, rotondo convinto, bella barba bianca alla Flammarion ma più vistosa e dotato di eloquio patriarcale.

A Firenze, invece, c’era il professor Giorgio Abetti (1882-1982), sbarbato, parlata semplice, persona di grande umanità come poche altre tra quelle che ho conosciuto, il quale dagli Stati Uniti, dove era diventato amico del grande George Ellery Hale (1868-1938), aveva portato in Italia la fisica solare e che, sul modello di quella di Mount Wilson, aveva costruito ad Arcetri la torre solare di 25 metri (anche con l’aiuto di fondi americani) dotata di un grande spettrografo/spettroeliografo.

Abetti fu messo, come burocraticamente si dice, a riposo nel 1952 e la direzione dell’Osservatorio passò al professor Guglielmo Righini (1908-1978), suo allievo, dal quale ho imparato molte cose. Uomo dotato di fantasia, intraprendente, di grande apertura culturale, uno scienziato di primo piano abilissimo in laboratorio (fu lui a insegnarmi ad avere «mani leggere come ali di farfalla») e ricco di risorse umane, prime fra tutte la pazienza, la tolleranza e l’ironia, il che equivale a dire la generosità d’animo.

Giorgio Abetti

Figlio dell’astronomo Antonio, nacque a Padova il 5 ottobre 1882, dove si laureò in fisica nel 1904. Lavorò in Germania presso gli Osservatori di Berlino e di Heidelberg e, negli Stati Uniti, agli Osservatori di Yerkes e di Monte Wilson. Succedendo proprio al padre Antonio, diresse l’Osservatorio di Arcetri dal 1922 al 1957, progettando tra l’altro la costruzione della prima torre solare italiana, inaugurata ad Arcetri il 22 giugno 1925.

Diresse le spedizioni del 1936 in Siberia e del 1952 in Sudan dedicate all’osservazione di due eclissi totali di Sole. Le sue ricerche più importanti riguardano le stelle doppie, la cromosfera solare e la fisica del Sole. Famoso a livello divulgativo il suo trattato “Il Sole”, pubblicato nel 1936 con numerose ristampe nei decenni successivi. Morì a Firenze il 24 agosto 1982, poco prima che si tenesse il congresso annuale della Società Astronomica Italiana a lui dedicato per il centesimo anno di vita.