Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 48

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Coelum Astronomia

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Questo breve preambolo per giustificare quello che segue. Perché voglio ricordare o raccontare (brevemente) un periodo della nostra storia di astronomi o, meglio, di alcune persone che lo vissero da interpreti di rilievo. Forse contribuirò ad allontanare almeno un po’, per queste, quell’oblio a cui siamo destinati tutti quanti.

Il periodo è quello degli anni Cinquanta e della prima metà degli anni Sessanta del secolo scorso e riguarda la radioastronomia.

Sappiamo tutti (o quasi tutti) che la radioastronomia – quella parte dell’astrofisica che, dal dopoguerra in qua, ha portato a grandi avanzamenti nella conoscenza dell’universo e a scoperte come quelle delle pulsar, dei quasar, delle galassie attive o radiogalassie – è apparsa ufficialmente, ma senza creare una grande impressione, nel 1932 per opera di Karl Jansky (1905-1950), in servizio presso la Bell Telephone. Jansky fu incaricato dalla compagnia telefonica di trovare la fonte del rumore radio di fondo che avrebbe potuto disturbare il servizio radiotelefonico transoceanico sulle onde corte (tra 10 e 20 metri). Egli trovò, come è noto, che la sorgente di quel rumore (sulla frequenza di

Sopra. Le grandi antenne dei moderni radiotelescopi sono oggi familiari e diffuse in tutto il mondo, e la radioastronomia è da decenni diventata uno dei principali strumenti di indagine sperimentale del cielo profondo, eppure l'avvento di questa tecnica è da considerarsi relativamente recente e il suo esordio incredibilmente legato al caso...

Se il ruolo di pioniere assoluto in questo campo spetta di diritto a Karl Janski (il primo a riconoscere nei disturbi captati da un'antenna dei segnali radio provenienti da sorgenti cosmiche), è indubbio che fu l'americano Grote Reber il vero iniziatore dello studio sistematico del cielo nelle radiofrequenze.

Nell’immagine qui sopra Grote Reber è ritratto nel 1988 alla consolle di ricezione del suo radiotelescopio da 9,75 metri. Nei primi anni Sessanta lo strumento venne donato al National Radio Astronomy Observatory di Green Bank in West Virginia, dove Reber supervisionò il progetto di trasloco e restauro delle parti più deteriorate (ai giorni nostri il Reber Radio Telescope si trova ancora a Green Bank come esposizione museale). Qui Reber progettò anche la riproduzione in scala originale della storica antenna di Jansky, da affiancare al suo strumento.