Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 45

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Juno

La sonda americana Juno, inseritasi in orbita attorno a Giove il 5 luglio 2016, ha avuto un avvio di missione leggermente problematico. La sonda è stata colpita da una serie di guasti – tutti per fortuna già risolti – che hanno costretto gli scienziati a ripensare il piano di volo e posticipare a data da definirsi l’ingresso di Juno nella sua prima orbita scientifica vera e propria. Al momento, Juno si trova ancora nella sua orbita di cattura, ma ciò non le ha impedito di raccogliere i primi, importanti dati sull’atmosfera, sulla magnetosfera e sulla struttura interna del gigante gassoso.

Le prime immagini del polo nord di Giove non mostrano alcuna banda latitudinale come quelle che avvolgono il resto del pianeta. Nel primo perigiovio della missione, lo spettrometro italiano JIRAM è riuscito a mappare le radiazioni infrarosse provenienti dalle regioni polari di Giove, tra 3,3 e 3,6 micron di lunghezza d’onda. Queste radiazioni corrispondono alle emissioni degli ioni di idrogeno che, eccitati dalle particelle energetiche in precipitazione dalla magnetosfera gioviana, portano alla comparsa delle aurore.

Lo strumento Waves è riuscito a registrare le onde radio tra 7 e 140 kHz di frequenza associate alle attività aurorali del pianeta. Queste emissioni, scoperte negli anni ‘50, non erano mai state ascoltate da così vicino. I dati di Waves, JIRAM e gli altri strumenti a bordo di Juno hanno iniziato a rivelare una straordinaria quantità e complessità di dettagli all’interno delle aurore.

A destra. Una bella immagine che mostra gli intricati dettagli dell’atmosfera di Giove, catturati dalla JunoCam della sonda Juno durante l’ultimo perigiovio di inizio febbraio. Crediti: NASA/JPL/JunoCam.