Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 41

cratere Kerwan, la superficie risulta generalmente più liscia.

L’approfondita ricognizione orbitale condotta da Dawn ha consentito agli astronomi di individuare un gran numero di crateri tagliati da profonde fratture. Il fondale di questi crateri è probabilmente stato rialzato in seguito all’intrusione di materiali criomagmatici. Questi movimenti avrebbero causato stratificazioni che si estendono fino a decine di chilometri di profondità, come nel caso del cratere Dantu, largo 126 chilometri.

Un’altra sorpresa rivelata da Dawn è l’assenza di crateri larghi oltre 300 chilometri. Tuttavia, gli scienziati sono riusciti a individuare due vaste depressioni quasi-circolari, larghe oltre 570 chilometri l’una, che potrebbero essere i resti di antichi bacini da impatto. Dawn ha inoltre rivelato che il numero di crateri nell’emisfero settentrionale è sorprendentemente più elevato di quello nell’emisfero opposto.

Dawn ci sta rivelando un mondo straordinariamente dinamico e vario, con escursioni altimetriche di 15 chilometri,

colline, fosse tettoniche, montagne, terrazzamenti, fratture, crateri e criovulcani. Quello che in molti credevano essere un mondo geologicamente morto sta superando ogni aspettativa, e il finale della missione di Dawn promette molte altre sorprese.

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Sopra. Un cratere a ovest di Dantu. Credits: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA.