Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 37

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Anche lo spettrometro Alice ha operato alla perfezione, inviando informazioni sul flusso emesso dal nucleo nella regione ultravioletta dello spettro elettromagnetico ogni 30 secondi. L’ultimo spettro completo è stato eseguito tra le 12:20 e le 12:30, tra 1000 e 500 metri di quota. Al momento dell’impatto, Alice aveva completato l’85% di una nuova esposizione. I dati non evidenziano strutture d’assorbimento spettrale che non erano già state individuate dall’alto delle orbite precedenti; tuttavia, vi è una particolare struttura che era già stata osservata in passato e che gli astronomi ritengono essere associata alla presenza di polveri sottili in prossimità del nucleo.

I sensori del laboratorio RPC hanno caratterizzato con grande risoluzione spaziale e temporale l’ambiente plasmatico fino a poche decine di metri di quota e il vento solare in prossimità del nucleo. La densità del plasma ha raggiunto un picco di 100-150 per centimetro cubo a due chilometri di quota, per poi ritornare a livelli minori. Ciò conferma che le molecole a quote più basse, essendo appena state emesse dal nucleo, non hanno ancora avuto abbastanza tempo per poter essere ionizzate. Lo strumento RPC-IES ha confermato che gli ioni della chioma aumentano in energia a quote minori, mentre il flusso di elettroni diminuisce, in accordo con la bassa densità rilevata. Infine, il sensore RPC-MAG non ha riscontrato alcun aumento nel campo magnetico fino a 11 metri dalla superficie.

Dei tre strumenti deputati allo studio delle polveri, solo uno – GIADA – ha proseguito la propria campagna scientifica fino alla fine della missione. Lo strumento, progettato per studiare e caratterizzare le polveri con un diametro minimo di 50 micrometri, non ha rilevato alcuna particella durante l’intera discesa di Rosetta. I dati sono in linea con quelli raccolti di MIRO, che suggeriscono che la produzione di acqua, al momento della discesa, non era sufficiente a sollevare un numero significativo di particelle dal suolo.

Dawn

La sonda americana Dawn si trova attualmente nella terza orbita della sua missione estesa attorno al pianeta nano Cerere. In questa nuova orbita, la più inclinata tra quelle finora esplorate dalla sonda, Dawn dista tra i 7520 e i 9350 chilometri dalla superficie aliena di Cerere. Lo scopo principale di questa nuova orbita è quello

Ahuna Mons, la montagna solitaria. In quest'immagine il monte Ahuna è ritratto in una visione simulata, realizzata basandosi sulle immagini e i dati rilevati dalla sonda Dawn. L'altezza della montagna è stata esaltata di una fattore 2. Credits: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA/PSI.