Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 28

ExoMars

Con tre accensioni del motore principale del Trace Gas Orbiter, la missione ExoMars prosegue le operazioni verso l’ultima fase che la porterà nell’arco di circa un anno, a stabilirsi nella sua orbita finale attorno a Marte.

Le tre spinte eseguite il 19, il 23 e il 27 gennaio sono servite per iniziare la modifica del piano orbitale della sonda in modo da portarlo dai 7° (quindi quasi parallelo all’equatore marziano) a 74°, quasi polare e in grado di coprire visivamente tutta la superficie del Pianeta Rosso. Anche il periodo orbitale passerà dagli oltre 4 giorni iniziali a meno di un giorno, grazie a una ulteriore accensione avvenuta all’inizio di febbraio. Tutti questi preparativi porteranno TGO a iniziare le manovre di aerobraking, in grado di sfruttare gli strati più esterni dell’atmosfera marziana per rallentare la velocità e portare la sonda su un’orbita quasi circolare di circa 400 km di quota, da dove potrà studiare per anni l’atmosfera e far da ripetitore per i segnali dei rover presenti sulla superficie.

Da metà marzo, con una serie di sette accensioni, la sonda verrà portata a entrare in modo radente sull’atmosfera per dissipare energia e abbassare la parte alta dell’orbita.

Le operazioni di aerobraking saranno lente, per evitare danni e surriscaldamenti sulle strutture dell’orbiter, dato che la parte esterna dell’atmosfera è tutt’altro che uniforme e può variare anche solo per una tempesta solare: si prevede infatti di posizionare TGO sulla sua orbita operativa non prima della fine del 2017, anche grazie a qualche accensione aggiuntiva del motore principale.

Safe mode per New Horizons

È stato un banale errore nel caricamento dei dati la causa scatenante il safe mode che ha colpito il 9 febbraio scorso la sonda reduce dal sorvolo del sistema di Plutone. Fortunatamente il problema è già rientrato e si stanno riattivando tutti i vari sistemi di bordo. Ricordo come il safe mode sia esattamente quello che dice il nome, ossia una modalità di funzionamento sicura in cui viene spento tutto ciò che non è strettamente necessario e il controllo d’assetto orienta la sonda

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sottende la mancanza di un parametro che dobbiamo ancora scoprire o di un meccanismo che non è ancora chiaro, ma in grado di scaldare a tal punto il Pianeta Rosso da mantenere liquida l’acqua sulla superficie del lago. Tutto questo in un preciso periodo temporale posto a circa un miliardo di anni dopo la formazione del pianeta.

Come spesso accade, le nuove scoperte scientifiche invece di chiarire le cose aprono nuove sfide e nuovi interrogativi...

Intanto il lavoro prosegue.

Sopra. Il mosaico qui sopra, ottenuto da immagini riprese dalla MastCam a bordo di Curiosity, mostra le formazioni geologiche della Yellowknife Bay, all'interno del Cratere Gale e le posizioni in cui Curiosity ha eseguito le perforazioni. Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS.