Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 177

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Recensione

I terremoti sono purtroppo di grande attualità nel nostro Paese che è, per sua conformazione, una terra sismica. È quindi importante che gli italiani conoscano i terremoti e sappiano come difendersi da questi disastri sempre incombenti. Ma soprattutto è fondamentale che l’informazione venga da chi conosce questi fenomeni sulla base di una profonda preparazione scientifica e una lunga esperienza sul campo.

Quando arrivano, i terremoti ci coinvolgono visceralmente e per questo cerchiamo risposte che ci tranquillizzino e diano una ragione al disastro e al dolore che ci circonda. Su questa sete di risposte immediate fanno leva i molti ciarlatani che in queste occasioni si improvvisano esperti, spesso con credito presso i media, presso i politici e, purtroppo, talvolta anche presso i giudici (il caso della Commissione Grandi Rischi dopo il terremoto dell’Aquila ne è un triste esempio).

Purtroppo la (vera) scienza spesso non ha risposte certe. La scienza segue il suo metodo fatto dal confronto dei dati, dalla discussione sulle riviste scientifiche e dalla riproducibilità dei risultati degli esperimenti. Soprattutto la scienza non ha verità preconcette o tesi da sostenere a priori, è pervasa dal dubbio e non procede per proclami. Per questo non va sulle prime pagine dei giornali. Sotto i Nostri Piedi, di Alessandro Amato è il libro giusto per dare un’informazione corretta sui terremoti in un momento di grande attenzione. È un libro comprensibile e affascinante, scritto da uno scienziato dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’istituto italiano preposto a studiare e difenderci dai rischi dei fenomeni del sottosuolo.

Il libro ci porta nei grandi terremoti della storia, a Lisbona nel 1755, in Cina, in Giappone, in Cile, in Sicilia, e nelle storie e leggende ad essi collegati. Amato affronta e smonta con metodo tutte le superstizioni collegate ai terremoti, dai pescigatti alle congiunzioni astrali, dalle comete alle

antenne in Alaska, per arrivare fino alle trivelle, alle scie chimiche o ai castighi divini.

Ci affascina discutendo l’evoluzione storica delle nostre conoscenze sui terremoti a partire da Aristotele, passando per Immanuel Kant, che avvertì, assieme a Goethe, Voltaire, Casanova e tutti gli europei del suo tempo, la scossa terrificante di Lisbona e ne fu profondamente impressionato e stimolato.

E poi ci parla della geofisica e della sismologia. Ne parla con chiarezza, senza enfasi o saccenteria. Tra un aneddoto su Gandhi e Tagore, e un cenno a un saggio di Leopardi, ci descrive lo scivolamento delle placche, le faglie, l’accumulo e il rilascio di energia. Ci parla delle grandi aspettative del recente passato per i metodi di previsione dei terremoti, dei fallimenti e delle delusioni che ne sono seguite.

Amato è categorico: ad oggi non siamo in grado di fare le previsioni dei terremoti a breve termine e di allertare le popolazioni! I geologi stanno studiando il problema con nuove tecnologie, per esempio con nuove e più sensibili reti sismiche, con le rilevazioni satellitari e le trivellazioni dirette delle faglie. Non è ancora chiaro come questa nuova messe di risultati ci svelerà i segreti della crosta terrestre. Certamente questa è la strada, questo è il futuro che prima o poi ci porterà anche a prevedere i terremoti.

Ma quello che sappiamo è già molto.

Siamo in grado di identificare le zone ad alto rischio sismico e di fare delle previsioni a medio-lungo termine, su intervalli temporali di decenni. E non è poca cosa. Avere una mappa della pericolosità è il primo strumento per combattere i disastri. È per questo che Amato ci tiene a convincere il lettore che in parallelo, anzi, prima ancora di puntare sulla previsione a breve termine dei terremoti, noi dobbiamo puntare sulla prevenzione.