Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 158

La seconda scoperta è stata realizzata il 26 gennaio dal team dell’Osservatorio di Monte Agliale (LU) formato da Fabrizio Ciabattari, Emiliano Mazzoni e Sauro Donati. Il nuovo oggetto, che al momento della scoperta mostrava una luminosità pari alla mag. +17,1, è stato individuato nella piccola galassia PGC 1378162 posta nella costellazione della Vergine, a circa 420 milioni di anni luce. Il target principale della ripresa era in realtà la galassia PGC 42984, ma spesso anche le piccole galassie secondarie presenti nel campo possono regalare piacevoli sorprese, proprio come in questo caso. La galassia ospite si trova nell’ammasso della Vergine, molto vicina a una bella coppia di galassie a spirale barrata: NGC 4596 e NGC 4608. Anche per questa supernova, denominata SN2017pp, due Osservatori professionali hanno ottenuto lo spettro di conferma. I primi sono stati gli astronomi dell’Osservatorio del Roque de los Muchachos a La Palma nelle Isole Canarie con Nordic Optical Telescope da 2,56 metri, mentre i secondi sono stati quelli del programma PESSTO (Public ESO Spectroscopic Survey for Transient Objects) dell’Osservatorio di La Silla in Cile con il moderno NTT New Technology Telescope da 3,58 metri. Entrambi gli spettri hanno permesso di classificare la supernova di Tipo Ia-91T, scoperta circa una settimana dopo il massimo di luminosità.

L’ultima delle tre scoperte è in realtà cronologicamente la prima. Sembra un controsenso, ma spieghiamo subito il perché di questa affermazione. Nella notte del 27 gennaio Paolo Campaner riprende la galassia a spirale PGC 29080 posta nella costellazione dell’Orsa Maggiore e nota un nuovo oggetto di luminosità intorno alla mag. +18. Analizzando le immagini di giorni precedenti si accorge che il 6 gennaio aveva ripreso questa galassia e l’oggetto era già presente e leggermente più luminoso! Ecco perché la scoperta è stata inserita in data 6 gennaio anche se individuata in data 27 gennaio. Ogni volta che viene scoperta una supernova i vari Osservatori che compongono l’ISSP analizzano i propri archivi per verificare la presenza dell’oggetto in precedenti immagini (pre-discovery).

PGC 1378162

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