Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 150

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Coelum Astronomia

Fra le varie peculiarità di Plato non si può trascurare la presenza di un complesso sistema di strisce e macchie biancastre la cui maggiore albedo non sempre ne consente una semplice individuazione. Un altro dettaglio relativamente difficile da cogliere è costituito dal famoso "Settore", un'area grossolanamente triangolare leggermente più chiara rispetto alla platea, che dalla parete sudovest di Plato si estende fino in prossimità del craterino centrale, per la cui individuazione la fase più indicata è il Plenilunio. Se, come spesso accade, l'osservazione visuale del "Settore" può rivelarsi eccessivamente critica, la visibilità di questo curioso dettaglio migliora incrementando opportunamente il contrasto dell'immagine in fase di elaborazione. Sul fondo di Plato inoltre sono presenti almeno due edifici vulcanici di forma emisferica indicati come Plato/1 di 8 km e Plato/3 di 30 km.

Conclusione

Certamente, come per qualsiasi altro cratere lunare, l'osservazione di Plato potrebbe essere frettolosamente archiviata anche in una singola seduta osservativa, ma per chi intende approfondire l'argomento, cogliendo tutti i vari e mutevoli aspetti della sua particolare morfologia (non ancora compresa a fondo), allora sarà importante programmare osservazioni sia visuali che con acquisizione di immagini dal sorgere del Sole fino al Plenilunio, estendendo eventualmente questo progetto osservativo anche alle successive lunazioni. Infatti come è veramente spettacolare cogliere il momento in cui i primi raggi del Sole illuminano i bastioni della parete est di Plato, interessando poi gradualmente tutta la cinta montuosa intorno al cratere, mentre la platea è ancora parzialmente in ombra, altrettanto spettacolare sarà l'osservazione delle lunghe ombre alla ricerca dell'enigmatico "Uncino di Plato Gamma" e dei piccoli craterini, fino al famoso "Settore" osservabile in Luna Piena. Se poi ci mettiamo anche le principali strutture nella zona immediatamente adiacente, troveremo il tempo trascorso al telescopio veramente coinvolgente e stimolante. Facendo però attenzione a non commettere l'errore di voler osservare tutto e subito, data l'enorme quantità di dettagli a nostra disposizione. La Luna è sempre lì, almeno per qualche miliardo di anni…

Nota

Tutte le immagini presenti nell’articolo, salvo diversa indicazione, sono state realizzate da Francesco Badalotti. Telescopio Maksutov Cassegrain in configurazione Rumak diametro 255 mm F20 (Tubo ottico con 7 diaframmi interni, Ottica Zen) a fuoco diretto e senza filtri + camera Imaging Source DBK41AU02.AS raw colori con risoluzione di 1280 x 960. Esposizione di 2'30" a 7,5 fps a 1/9". Formato video/codec Y800/RGB24. Montatura SW NEQ6/Pro potenziata con barra, due contrappesi e piastra Geoptik. Elaborazione video in Autostakkert.2.6.8, elaborazione immagini in Registax6 con filtri Wavelets + Color Mixing e ritocchi finali in Photoshop. Il telescopio si trova sul balcone al primo piano esposto a N-E-S fino a 15° oltre il meridiano. La postazione è semifissa e completamente protetta da uno specifico telo Geoptik.