Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 147

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Il Ponte di O’Neill

Enigmi di Plato e Fenomeni Transienti

Quando sul fondo di Plato le ombre iniziano a ritirarsi, quella proiettata dal picco montuoso denominato Plato Gamma tarda a essere completamente assorbita dalla luce del Sole, progressivamente sempre più alto nel cielo lunare, ed è proprio questo uno dei cosiddetti "Enigmi di Plato". Numerosi osservatori avrebbero riscontrato dati discordanti in merito a larghezza e lunghezza di questa particolare ombra, notando talvolta che termina con una punta ricurva a uncino.

Nel 1952 osservando col rifrattore di 83 cm di Meudon, Percy Wilkins e Patrick Moore rilevarono indipendentemente il medesimo dettaglio dell'ombra di Plato Gamma a uncino rivolto a sud, particolare poi non più rilevato in successive osservazioni effettuate da altri. Appare estremamente importante compiere osservazioni sistematiche contestualmente al sorgere del Sole sui primi bastioni della parete est di Plato, in modo da poter documentare il progressivo estendersi delle varie ombre nella platea, in particolare quella proiettata dal rilievo Plato Gamma fino alla sua definitiva scomparsa nella luce solare. Secondo alcuni la presenza del dettaglio a forma di "uncino" dipenderebbe da

una correlazione fra irregolarità del suolo lunare e variazioni fra luci e ombre, dettagli elusivi percepibili anche solo per pochi istanti, attività che in ogni caso necessita di un attento quanto costante monitoraggio.

Volendo evitare una lunga, sterile e anche noiosa elencazione di una innumerevole casistica di Fenomeni Transienti notati da vari osservatori lunari

nel cratere Plato ci limiteremo alle osservazioni più eclatanti. Varie macchie biancastre sul fondo di Plato vennero osservate già nel lontano dicembre 1685, mentre analoghe osservazioni risalgono agli anni fra il 1869 e il 1874. Innumerevoli poi furono le testimonianze in merito a manifestazioni di macchie luminose e bagliori improvvisi. Testimonianze notevolmente contraddittorie furono acquisite in merito alla conformazione del fondo di Plato quando, ad esempio, W. H. Pickering nel 1892 ne rilevò la notevole convessità. Nel 1952 Wilkins e Moore, col rifrattore di 83 cm di Meudon, ne osservarono il notevole livellamento e uniformità.

Un ulteriore enigma di Plato consiste nella grande mutevolezza nella percezione dei piccoli craterini esistenti sul fondo, nonostante condizioni di luce radente, mentre in altre occasioni con medesimi parametri osservativi, al posto di questi crateri furono osservate solamente varie macchie biancastre.

Sotto. Riproduzione del disegno di Wilkins del circo di Plato, eseguito il 3 aprile 1952 osservando con il rifrattore di Meudon da 83 cm, a 460´ in cui è ben visibile l’ombra a uncino proiettata dal picco Gamma.