Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 146

Individuiamo il Cratere Plato

Individuare Plato nelle due sere indicate dalla nostra proposta risulterà abbastanza agevole. Infatti sarà sufficiente orientare il telescopio nel settore nord della falce lunare di 8/9 giorni dove in prossimità del terminatore, fra le grandi e scure estensioni basaltiche dei mari Frigoris e Imbrium, ci apparirà il "Grande Lago Nero" di Hevelius, una formazione leggermente ellittica la cui scura colorazione lo porrà in netto contrasto rispetto alla circostante zona a più elevata albedo.

Caratteristiche e Struttura

Si tratta di una eccezionale struttura crateriforme il cui periodo geologico di formazione viene fatto risalire all'Imbriano Superiore, collocato da 3,8 a 3,2 miliardi di anni fa in seguito all'impatto di un grande corpo meteoritico. Se osserviamo attentamente, noteremo come la morfologia di Plato differisca rispetto agli altri crateri lunari, riscontrando similitudini addirittura con i mari in cui il fondo venne invaso dalle lave fluide emerse in superficie dal sottosuolo. Il diametro è di 104 km con un sistema di pareti le cui cime più elevate non superano i 2200 metri di altezza. La cerchia montuosa si presenta abbastanza regolare percorsa da lunghe e ripide scarpate e linee di cresta estese tutt'intorno al cratere, a eccezione dell'estremità nord-nordest e lungo il bordo occidentale dove vi si notano varie fratture e zone collassate, con vere e proprie frane verso l'interno. Lungo le pareti non vi sono crateri degni di nota,

ma sarà molto utile scandagliare attentamente questo anello montuoso alla ricerca dei vari ed elusivi dettagli disseminati lungo le linee di cresta sommitali.

Il fondo di Plato, definito non a caso "Il Grande lago Nero" da Hevelius per via della sua caratteristica colorazione grigia scura tipica delle rocce laviche raffreddate, è situato a un livello altimetricamente

inferiore rispetto all'adiacente mare Imbrium e all'osservazione telescopica risulta relativamente livellato e completamente privo di rilievi degni di nota.

Quando e cosa osservare

6 marzo: l’Uncino di Plato

Le due serate proposte in questo mese possono essere distinte sulla base di due differenti peculiarità osservative: Il 6 marzo la linea del terminatore attraverserà tutta l'area di Plato, rivelandosi un'imperdibile occasione per monitorare attentamente l'evoluzione delle ombre dei picchi montuosi della parete est, che la

luce solare radente proietterà nella platea (Plato Gamma e Plato Delta entrambi alti 2300 metri e

Plato Epsilon alto 1700 metri), fino alla completa illuminazione del cratere quando le lunghe ombre si saranno ritirate. In particolare sarà possibile verificare la presenza del famigerato "Uncino" (con la punta rivolta a sud) nella parte terminale dell'ombra proiettata dal picco montuoso Plato Gamma, una delle ultime a essere cancellata dalla luce del Sole sempre più alto nel cielo lunare. Nel corso della serata si potrà inoltre cercare di individuare qualche piccolo craterino nella platea seminascosto fra le lunghe ombre nere.

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Coelum Astronomia

Sotto. L’immagine mostra il Cratere Plato, ripreso il 23 ottobre 2012 alle 20:36, Colongitudine 14.0°, età 8,27 giorni, illum. 67.5%. Si notano le lunghe ombre proiettate dai picchi posti sul bordo del cratere.