Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 138

la prima, mi ha forse un po’ “svuotato mentalmente”. Man mano le cose però migliorano. Bisognava probabilmente “rompere il fiato”.

Alle 22:16 eccomi passare veloce tra le cinque galassie del Leone marchiate Messier. Poi mi dirigo verso l’Orsa Maggiore e dintorni. Per poter osservare alcuni oggetti altissimi, smonto il binocolone dal treppiede e mi sdraio sulla neve, tenendo lo strumento in mano.

Alle 23:30 faccio ingresso nell’ammasso Coma-Virgo,

completando il tragitto tra le sue sedici galassie in 27 minuti.

Dopo la nebulosa Anello e il globulare M 56 nella Lira, finalmente posso rifiatare. È mezzanotte e mezza. Questa prima parte l’ho tirata proprio tutta d’un fiato. Non ho la sensazione che faccia troppo freddo, ma di tanto in tanto entro nel rifugio per ripararmi, approfittando anche per bere un bicchiere di tè caldo e mangiare qualcosa.

Ora gli oggetti si fanno attendere. Ne osservo uno di tanto in tanto e poi devo attendere la levata degli altri. Nessun accenno di sonno, è troppa l’adrenalina. Noto un po’ di foschia all’orizzonte e ciò mi preoccupa in prospettiva. Fra qualche ora dovrò infatti cercare proprio da quelle parti gli ultimi obbiettivi già complicati in condizioni ideali.

La Maratona continua tra ammassi globulari, ammassi aperti e nebulose planetarie, finché compaiono le “nubi” della Via Lattea, che evidenziano la sua parte più vistosa. Lì dentro si nascondono magnifici gioielli celesti, a cominciare da alcune notevoli nebulose.

La caccia è frenetica, seppur lucida. Con l’abituale paragone sportivo è come se il ritmo gara aumentasse ma fossi in grado di tenere il passo

senza grande fatica. L’obbiettivo è portarmi avanti

il più possibile per non arrivare con troppi oggetti da cercare a ridosso dell’alba.

Con l’approssimarsi del traguardo sono come al solito gli ammassi globulari a scandire il ritmo. Unico intruso M 73, anonimo raggruppamento formato da un pugno di serrate stelle scambiate per oggetto nebulare da Messier.

Alle 4:57 scorgo M 2 nell’Acquario. Il bottino sale a 106 oggetti, uno in più dello scorso anno!

L’obbiettivo che mi ero posto è centrato e la soddisfazione è grande ma non devo mollare prima che sia finita. Infatti, con molta pazienza, vado alla ricerca di M 55, bassissimo e pure nascosto dalla mole del Pelmetto, una notevole cima che sfiora i tremila metri di quota, satellite del più famoso Monte Pelmo.

Alle 5:07, strappandolo all’alba, ecco materializzarsi il grande globulare del Sagittario. Fanno 107!

Non so trattenere un grido di gioia e liberazione che probabilmente spaventa qualche gracchio appisolato. È finita!

Ci sarebbe ancora M 30, globulare del Capricorno, ma in quel chiarore è impossibile anche solo

Una fase della maratona!

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