Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 133

La location prescelta deve essere caratterizzata da una finestra di visibilità dell’orizzonte pari a 360° e il cielo deve ovviamente essere molto buio e pulito fino ad esso, in modo che si possano intercettare anche gli oggetti molto bassi. Il più delle volte sarà per questo necessario spostarsi in montagna allo scopo di evitare foschie o nebbie, che renderebbero molto difficile la ricerca in prossimità dell’orizzonte. Ed è importante avere una visuale libera verso ovest – in modo che la sera sia possibile cogliere con tranquillità M 33, M 74 e M 77 – come verso est, quando la mattina ci si concentrerà sugli ammassi del Sagittario e del Capricorno.

Trovare le condizioni osservative ideali non è semplice, sia per la location sia per le condizioni del cielo e, in ogni caso, rimane la grande difficoltà rappresentata dalla finestra temporale a disposizione (una notte) che è breve.

Per quanto riguarda lo strumento da usare, sono molto indicati i binocoli di un buon diametro, diciamo almeno 90/100 mm di apertura. Con questi strumenti dal campo visivo piuttosto ampio il puntamento è rapido (sempre che si conosca bene il cielo e si abbia dimestichezza con lo star-hopping). Essere veloci è fondamentale in determinati momenti della maratona, per non rischiare di lasciare per strada qualcosa. Anche i telescopi dai 10 cm di apertura in su vanno bene, anche se risultano per ovvi motivi meno immediati e agili nel puntamento, i telescopi dobson sono senz’altro i favoriti. In molti casi gli astrofili preferiscono affrontare la maratona con due strumenti, un telescopio e un binocolo, a seconda dell'oggetto da osservare. Non bisogna dimenticare inoltre che alcuni oggetti Messier, come M45, le Pleiadi, sono visibili anche a occhio nudo.

Eviterei assolutamente il puntamento automatico che, in una sfida di questo tipo, secondo me non ha senso...

Tutto deve essere pianificato in anticipo: consiglio di preparare un elenco con l’ordine di osservazione degli oggetti e le mappe dettagliate

Maratona Messier: cos’è?

Non si tratta di una nuova specialità olimpica, ma è comunque un lungo percorso, una gara contro il tempo per arrivare al traguardo con il maggiore bottino possibile. L’obiettivo è riuscire ad osservare in una sola notte tutti gli oggetti del catalogo Messier (e sono più di cento!). Dal punto di vista scientifico l’impresa non ha alcun valore, ma vivere con intensità dei lunghi momenti sospesi tra competizione ed esperienza osservativa può essere un modo un po’ diverso di trascorrere una notte tra amici innamorati del cielo.

Le varianti al gioco sono molteplici, dalla data in cui viene effettuata la maratona, alla scelta del sito, al tipo di strumentazione utilizzata, senza dimenticare la componente meteorologica, fondamentale per la riuscita di qualsiasi sessione osservativa.

Guida alla Maratona per Punti

Quando: Nel periodo tra la fine di marzo e primi di aprile, quando tutti i 110 oggetti Messier sono visibili nell’arco di una sola notte. È ovviamente necessario tener conto della fase lunare per la scelta della data.

Dove: I luoghi di montagna sono preferibili. Serve un cielo terso e una visibilità quanto più ampia possibile dall’orizzonte Est a quello Ovest. Anche la latitudine è importante: solo dal Sud Italia sarà possibile tentare di osservare tutti i 110 oggetti.

La Strumentazione: Non ci sono regole precise: telescopi (da 10 cm in su) o grandi binocoli da 90/100 mm sono indicati. Prediligere la velocità di puntamento e la maneggevolezza: i dobson sono favoriti. Alcuni oggetti sono visibili anche a occhio nudo!

La Lista degli Oggetti: La lista con la tabella di marcia è fondamentale! Procurarsi una lista degli oggetti nell’ordine di osservazione: iniziare da quelli che tramontano subito (sull’orizzonte Ovest) e lasciare per ultimi quelli che sorgono la mattina. Alcuni oggetti sono ambigui (vedi box): chiarire subito cosa osservare!

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