Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 129

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apprezzabile con piccoli strumenti, composta da due stelle di luminosità simile, magnitudine +7,5 e +7,7 e separate da 15” d’arco.

Salendo di altri 7° a nord, con l’aiuto di un atlante celeste e di un binocolo, non è difficile individuare circa a metà percorso, tra 21 e la successiva 15 Lyn, la stella 19 Lyn. Lontana 420 anni luce, è questa una facile doppia osservabile anche con piccoli strumenti, composta da due stelline bianche di magnitudine +5,6 e +6,5 separate da una quindicina di secondi d’arco – da molti la secondaria è rilevata come rossastra, da altri ancora come verdognola! Sembra siano addirittura quattro le componenti di questo sistema: la stella principale, infatti, è una binaria spettroscopica, con un periodo di circa due giorni mentre la quarta componente sembrerebbe essere una stellina di undicesima grandezza situata ad oltre 1' dalla coppia principale.

La Nebulosa Planetaria PK164+31.1

È proprio in questa zona che è collocata un’altra nebulosa planetaria, la più interessante della Lince: PK164+31.1 (dal catalogo edito nel 1967 dagli astronomi cecoslovacchi L. Perek e L. Kohoutek, che raccoglieva tutte le nebulose planetarie allora note nella Via Lattea). Tale oggetto si trova poco meno di 6° a sudest di 19 Lyn, in un punto che segna il vertice orientale di un ideale triangolo equilatero avente come lato occidentale il segmento 19-22 Lyn. Lontana 1600 anni luce, si estende addirittura oltre 6' d’arco ma la sua luminosità superficiale integrata è talmente bassa (quattordicesima grandezza!) al punto da essere davvero elusiva all’oculare anche con strumenti non modesti. La stella centrale, di magnitudine +16,8, è una nana bianca alquanto blu, indice della sua elevatissima

temperatura superficiale. Osservata con uno strumento da 250 mm di diametro, la planetaria si mostra molto debole, con l’area meridionale nettamente più luminosa di quella settentrionale. Ripresa al CCD, la nebulosa appare come un anello molto largo con due lobi intensi e diametralmente opposti tra loro.

Tale oggetto ha una storia piuttosto curiosa, che merita di essere qui accennata: John Dreyer, nella compilazione del suo famoso New General Catalogue, effettuò la descrizione di due oggetti, NGC 2474 e NGC 2475, che sono situati mezzo

grado a sud di questa planetaria. Nel 1939, i ricercatori Jones e Emberson riportarono la scoperta (motivo per il quale la nebulosa è anche nota con la sigla JnEr1, dalle loro iniziali) di un “anello” che univa NGC 2474 (a loro dire, osservata da John Herschel) e NGC 2475. Poiché le coordinate non erano dissimili a quelle dell’oggetto doppio del Dreyer venne così

Sopra. Un’immagine della bella nebulosa planetaria PK164+31.1 (Jones Emberson 1) nella Lince. Crediti: Adam Block/Mount Lemmon SkyCenter/University of Arizona.