Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 126

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NGC 2424

Dopo aver osservato questo interessante ammasso stellare, possiamo ora provare a puntare il telescopio 36' a nordest da esso, laddove è presente NGC 2424. Si tratta di una debole galassia spirale di tipo Sb lontana 154 milioni di anni luce, di dodicesima magnitudine, la cui bellezza è dovuta esclusivamente alla prospettiva con la quale ci appare: si presenta, infatti, di profilo, come ci ricordano le sue dimensioni di 3,8x0,5' (notevolmente elongata, quindi). Un’immagine che ritragga contemporaneamente il confuso ammasso e il debole ma inciso fuso luminoso della galassia sarebbe particolarmente significativa. Per la risoluzione in stelle dell’ammasso sono necessarie lunghe focali, il che comporta che l’utilizzo di camere CCD deve essere necessariamente abbinato alla tecnica del mosaico per avere su una stessa immagine finale entrambi gli oggetti.

Una bella ripresa della galassia NGC 2424, vista praticamente di profilo. Crediti: SDSS.

NGC 2537, l’Impronta d’Orso

La nostra prossima fermata è la cosiddetta galassia “impronta di orso”, così come viene chiamata dagli anglosassoni, ovvero NGC 2537, situata poco più di 3° a nord di 31 Lyn. Scoperta il 6 febbraio 1788 da William Herschel, si tratta di una spirale barrata catalogata anche come “nana blu”, lontana 26 milioni di anni luce. La particolare catalogazione è dovuta alla relazione tra le piccole dimensioni dell’oggetto e la presenza di nodi nelle braccia a spirale, aree nebulari laddove avviene una elevata formazione stellare. In effetti, osservata con telescopi di grosso diametro, la galassia rivela tre separate “condensazioni” immerse nell’alone. Tale peculiarità è quasi sempre dovuta alla presenza di