Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 123

Voltando decisamente a est, a circa 8 gradi dalla stella 10 UMa troviamo 31 Lyn, quarto luminare della costellazione con la sua magnitudine +4,25. Come per α Lyn, la visione binoculare di questa stella ne permette di scorgere l’accentuata colorazione arancione, indice della sua bassa temperatura superficiale, valutata in 3900 K. Lontana ben 390 anni luce, è una gigante arancione di classe spettrale K4.5III-IIIb e dalla massa il doppio di quella solare, caratteristiche simili proprio a quelle di α Lyn. Temperatura e luminosità consentono di calcolarne il raggio, che risulta tra 59 e 75 volte quello solare (stando alle dimensioni angolari rilevate agli interferometri). Nella sua luminosità è presente una lieve variazione tra le magnitudini +4,22 e +4,27 (ampiezza, quindi, di soli 5 decimi di magnitudine), probabilmente dovute al fatto che anche 31 Lyn si sta avviando nella fase di perdita di equilibrio di caratteristica delle variabili mireidi.

Il Vagabondo Intergalattico

Con un salto di circa 5° a occidente, in prossimità del confine con i Gemelli e l’Auriga, andiamo ora a far tappa presso l’oggetto celeste più interessante della Lince, tanto da esserne anche quello più noto: l’ammasso globulare NGC 2419, meglio noto con l’appellativo di vagabondo intergalattico. La particolarità di questo ammasso globulare è, infatti, quella di essere situato a una distanza stimata di 300 mila anni luce dal Sistema Solare e al medesimo valore dal centro della Galassia, che lo rende il più lontano degli ammassi globulari conosciuti appartenenti alla Via Lattea, essendo collocato a una distanza addirittura superiore a quella delle Nubi di Magellano! La sua scoperta, ad opera di William Herschel, risale al 1788 ma la sua vera natura venne riconosciuta solo nel 1861, quando Lord Rosse riuscì a risolverlo parzialmente in stelle, difficoltà ben

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La Regione Centrale

Una rappresentazione artistica della classica immagine della Lince. Cortesia GPNoi.

Sopra. La cartina di un grado di lato mostra la posizione del globulare NGC 2419, probabilmente l’oggetto più remoto della nostra Galassia tra quelli osservabili con piccoli-medi strumenti amatoriali.