Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 117

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Continuiamo la traiettoria oltre Arturo e, se avremo l’orizzonte libero, potremo scorgere un’altra stella brillante: è la stella alfa della Vergine, Spica (mag. +0,95). La Vergine ha una caratteristica forma romboidale, con Spica alla sua base. Guardando alla sua destra, troveremo le piccole costellazioni del Corvo e del Cratere (o Coppa) e la lunga forma serpentina dell’Idra. Stelle deboli che avranno bisogno di un cielo limpido per essere viste e lontano dalle luci della città.

Volgiamoci ora verso nordest, dove incontriamo l’Orsa Maggiore che sta giungendo allo zenit con i piccoli Cani da Caccia alla sua base. Sono regioni ricche di galassie, a pochi milioni di anni luce come M101 nell’Orsa, o lontane come la NGC 5350 e le sue compagne nei Cani, come le vediamo riprese qui sotto e nella prossima pagina con il telescopio ASTRA #1.

Sempre a nordest troviamo il Dragone, l’Orsa Minore e il Cefeo. Ancora territori celesti di deboli stelle e lontane galassie. Ne vediamo una nel Cefeo nella prossima pagina, con la tipica forma a spirale ma distorta probabilmente per qualche incontro gravitazionale nel suo passato, ripresa con il telescopio ASTRA #1.

Appare come la stella più luminosa del nostro cielo dopo Sirio. È una gigante rossa, ovvero un astro in avanzato stadio evolutivo, 25 volte più grande del nostro Sole e 200 volte più luminoso, ma più freddo e per questo il suo colore è aranciato. Si muove velocemente nel cielo e, pur essendo molto vicina al Sole (37 anni luce circa), se ne sta allontanando velocemente per tornare nel suo ambiente, lontano dal Disco Galattico: la regione del “Disco Spesso”, luogo di stelle anziane, vecchie di 10 miliardi di anni, intermedia tra il Disco della Galassia e il lontano Alone, ricco di stelle ancora più antiche. Arturo con le sue più di 100 deboli compagne, identificate nella cosiddetta “Corrente stellare di Arturo”, invisibili a occhio nudo, è presumibilmente la stella più cospicua di una galassia satellite (come le Nubi di Magellano) che si scontrò e si fuse, miliardi di anni fa, con la nostra.

Arturo

A sinistra. La grande spirale di M 101 nell’Orsa Maggiore. Telescopio Remoto ASTRA #1 (Ritchey-Chrétien, 1354 mm/5.4 & SBIG ST8XME su GM2000, Vidor, TV). Enzo Pedrini, Raimondo Codiglia, Massimo Orgiazzi.