Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 106

Coelum Astronomia

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La scoperta era già stata riportata sul “Journal des sçavans” dell’epoca. La Mémoire che qui abbiamo tradotto e riassunto è tratta invece dal “Tome X, depuis 1666 jusqu’à 1699 des Mémoires de l’Academie Royale des Sciences”, pubblicato a Parigi nel 1730 (vedi a sinistra l’incipit del testo, cortesia di Felice Stoppa – www.atlascoelestis.com).

escludendo però che potesse trattarsi della coda di una cometa, la testa della quale era già tramontata, perché occupava una zona di cielo almeno quattro volte più larga della coda di cometa più grande che avesse mai osservato. Inoltre, verificando che nei giorni successivi il fenomeno era solidale con il movimento apparente diurno delle stelle, lo ritenne (come avrebbero voluto in questo caso i Copernicani) manifestarsi nella sfera celeste e non nell’atmosfera.

Una seconda serie di osservazioni, tra il 14 e il 24 aprile, convinse Cassini che nel suo complesso la luce guadagnava qualche grado in direzione del settentrione man mano che il Sole si spostava verso la costellazione del Toro.

La memoria viene conclusa con due congetture, la prima sulla natura del fenomeno in cui Cassini sembra propendere per l’esistenza di una materia nell’Etere, simile a quella delle code delle comete, che venga illuminata dalla luce del Sole. La seconda congettura è relativa alla distanza della materia che genera il fenomeno e qui Cassini – pur essendo certo che è oltre l’atmosfera e nell’etere, essendo il suo movimento solidale con quello delle stelle – rimane prudente: non azzarda ipotesi sulla distanza perché impossibilitato a cogliere, causa la mancanza di definizione dei confini del fenomeno, ogni sua variazione di parallasse e omette di interpretare l’osservazione di un rapporto certo tra l’avanzamento verso settentrione e a oriente del fenomeno con quello verso il Toro del Sole.

La strumentazione

Per riprendere la luce zodiacale è sufficiente avere a disposizione tre cose:

- la nostra fidata reflex digitale

- un treppiede

- un bell’obiettivo grandangolare, possibilmente

luminoso (apertura f/3,5 o meglio f/2,8). Io ad esempio, per le foto dell’articolo, ho usato un Tokina 11 mm con apertura f/2,8.

Non dimentichiamo che, essendo molto estesa, più campo riusciamo a riprendere e più sarà evidente il contrasto tra la luminosità della luce zodiacale e il fondo cielo!

Le impostazioni ideali per riprenderla sono sostanzialmente le stesse che si usano per riprendere la Via Lattea.

Di solito io imposto la mia reflex in modo da