Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 104

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Coelum Astronomia

luce del Sole da parte di grani di polvere che si trovano dalla parte del cielo opposta a questo (io purtroppo non sono ancora riuscita a riprenderlo nda).

La mia prima luce zodiacale

La prima volta che ho ripreso la luce zodiacale è stato proprio un caso, ero partita alla volta del Passo Giau per realizzare uno startrail e riprendere la congiunzione tra Venere e le Pleiadi. Una volta a casa, elaborando le immagini, mi sono accorta, con mio grande stupore, che ero riuscita a riprendere quella luminescenza di cui, fino a quel momento, avevo sentito parlare solo nei libri…

È stata un’emozione unica perché era una cosa che non mi aspettavo minimamente (proprio come la ripresa, la stessa sera, del riflesso di Venere sulla neve).

Ho deciso quindi, qualche sera dopo, di raggiungere la mia privilegiata postazione di Casera Razzo per provare a riprendere esclusivamente questo fenomeno. Ed è stata un’altra grandissima emozione.

Come scegliere la postazione di osservazione e quando cercare

I luoghi migliori per osservare la luce zodiacale sono senz’altro quelli più bui, lontani da fonti di inquinamento luminoso, e con l’orizzonte libero, essendo infatti un fenomeno che si può scorgere esclusivamente in prossimità dell’orizzonte. Anche se la sua estensione si sviluppa fino a 70 gradi in altezza e 15 gradi in larghezza, non dobbiamo dimenticare che è piuttosto evanescente… Solo un occhio esperto la sa riconoscere senza l’ausilio di una strumentazione fotografica.

I periodi dell’anno migliori per osservarla sono:

- La sera, dopo il crepuscolo tra la fine di marzo e il

principio di aprile

- Al mattino, prima dell’alba tra settembre ed

ottobre.

Sempre con cielo limpido e solo in assenza di Luna (quest’anno a fine marzo saremo in fase di Luna Nuova: potrebbe essere l’occasione giusta!).

La Luce zodiacale nella Scala di Bortle

Una decina di anni fa l’amatore americano John E. Bortle ideò l’omonima “Scala di Bortle” per classificare la visibilità degli oggetti celesti osservati da siti diversamente interessati dall’inquinamento luminoso. La scala è divisa in nove classi che vanno da un minimo di 1 ad indicare il cielo “perfetto”, a un massimo di 9 per i cieli molto inquinati. Di seguito riportiamo i riferimenti utili a capire da quale tipologia di cielo si possa avere una qualche possibilità di osservare la luce zodiacale.

Classe 1 (cielo molto scuro): la luce zodiacale, il Gengenschein e la banda zodiacale sono tutte visibili ad occhio nudo. La luce zodiacale appare molto luminosa e la banda zodiacale copre l’intera volta celeste.

Classe 2 (cielo buio): la luce zodiacale è brillante e il suo colore appare giallastro rispetto a quello biancastro della Via Lattea.

Classe 3 (cielo rurale): si osserva un leggero inquinamento luminoso all’orizzonte. La luce zodiacale è visibile in primavera ed autunno quando si estende fino a 50° sopra l’orizzonte. Il colore è appena percettibile.

Classe 4 (cielo rurale/periferia): presenza di luce diffusa e aloni luminosi intorno ai centri cittadini. La luce zodiacale è visibile ma non si alza molto sopra l’orizzonte al crepuscolo.

Classe 5 (cielo di periferia): luce zodiacale appena accennata e visibile raramente nelle notti d’autunno.

Classe 6 (cielo luminoso di periferia): la luce zodiacale non è visibile neppure nelle notte migliori. La Via Lattea è visibile a tracce solo in direzione dello zenit.