Coelum Astronomia 206 - 2016 - Page 82

Fenomeni Inaspettati: teniamo gli occhi sempre aperti!

Una cosa che abbiamo imparato dalle nostre numerose uscite, quando si riprende da luoghi molto bui, è il fatto di non tralasciare quello che ci accade attorno. Ricordando quello che avevamo letto sui libri, ossia che la luce di Venere può, in certi casi, creare delle ombre ben visibili, siamo riuscite a riprendere questo effetto.

Avendo fortunatamente a nostra disposizione un discreto manto nevoso, e un inquinamento luminoso ancora sostenibile a favore della debole luce di Venere, il nostro compito è stato semplificato. Per riprendere la debole ombra creata dai nostri corpi abbiamo alzato abbondantemente la sensibilità. Portandola a ISO 5000 e chiudendo il diaframma a f/3,5, lo scatto è stato necessariamente di 20 secondi per avere ancora le stelle ferme. E la nostra ombra era lì… appena percettibile ma immortalata in questo memorabile scatto!

durata della nostra sessione osservativa. Ci siamo premurate quindi di posizionarla lontano dalla nostra postazione, in modo da evitare l’influenza delle nostre o altrui luci. Per realizzare correttamente un’immagine con questa tecnica, è importante avere a disposizione un temporizzatore: esso infatti ci permette di eseguire delle pose distanziate tra di loro di pochi secondi. Abbiamo inoltre studiato l’inquadratura migliore: la congiunzione alla sinistra della ripresa doveva essere evidente mentre l’altro lato dell’immagine richiedeva un soggetto terrestre che desse profondità alla fotografia, in questo caso la “Ra Gusela”. Il fatto poi che nell’inquadratura ci sia anche la stella polare non è stato altro che la ciliegina sulla torta.

82

Coelum Astronomia