Coelum Astronomia 206 - 2016 - Page 78

Alcune passioni nascono spontanee, altre, invece, hanno bisogno di qualcuno che te le presenti: l’astronomia per me è una di queste ultime ed è grazie al mio professore di geografia astronomica, Aldo Saccaro, che mi ritrovo adesso a rincorrere stelle per catturarle col mio obiettivo e consegnarle a terzi occhi.

Avevo notato Giorgia e seguivo i suoi lavori su un social network quando nel 2014 ho potuto conoscerla di presenza. Oltre ad arricchire i miei affetti, conoscerla ha accelerato il mio percorso nel mondo dell’astrofotografia. Dal giorno del nostro incontro è stato tutto un fermento: aggiornarsi costantemente sulle condizioni meteo notturne, inseguire congiunzioni, fasi lunari, prevedere quando una stella o un pianeta sorgesse o tramontasse da una vetta… Anche il viaggio in auto per raggiungere i luoghi d’osservazione era spesso motivo di confronto su letture, tecniche di ripresa, esperienze, suggerimenti, sviluppo di idee, oltre che di confidenze personali. Giorgia mi ha donato buona

parte delle sue abilità fotografiche al punto che ho cominciato a pretendere qualcosa in più dai miei scatti.

Giorgia conosceva benissimo i luoghi delle Dolomiti che meno risentono dell’inquinamento luminoso; nella provincia di Ragusa (mia città natale) è più raro trovare luoghi che a 360° non risentono dei riverberi provenienti da paesini o città. Le montagne, in Cadore, fungono anche da riparo dalle fonti di luce proiettandosi verso l’alto, mostrando quella porzione di cielo piena solo di luce stellare. Là dove finiscono le vette iniziano le stelle; trovandosi invece sul livello del mare con ampia veduta, gli astri, bassi sull’orizzonte, riducono la magnitudine per via della fascia atmosferica, che è lo stesso addensamento che regala miraggi come il Sole ad Omega o il raggio verde. Questa fascia che sembra separare Terra dal Cielo, fa dissolvere gli astri e un paesaggio notturno non presenta spesso la nitidezza di una stella che sfiora un albero o una vetta posti ad una certa distanza.

Ho notato anche che avendo come riferimento le cime delle montagne avverti maggiormente lo

spostamento degli astri, come se le vette fossero

insieme ascensione e declinazione: tante dita che indicano punti fissi nel cielo sui quali si alternano stelle. E la notte seguente ti accorgi di quanto ogni singola stella si sia spostata rispetto alla precedente notte. Lungo la costa di Marina di Ragusa si ha una visuale aperta da Est ad Ovest e quindi, in alcuni periodi dell’anno, si ha la possibilità di vedere sorgere e tramontare il Sole o la Luna sul mare proprio alla stessa ora in cui i software specializzati prevedono la loro apparizione all’orizzonte. Quando invece si è avvolti dalle montagne, Sole e Luna si fanno attendere e spuntano da orizzonti non altrettanto prevedibili.

Non ho mai vissuto però la montagna come un ostacolo al sorgere della Luna all’orizzonte. Anzi, è davvero affascinante vedere gli astri innalzarsi da una vetta e notare che quel punto di luce sorgente non è uguale a quello di chi sta anche a un metro da me. Più volte ho fotografato la Luna sorgere la stessa sera sulla stessa montagna cambiando il profilo della cresta spostandomi solo di qualche metro. Per questo quando si esce in due o più persone non si corre il rischio di tornare a casa con le stesse inquadrature. E in montagna non ci si imbatte neanche nell’inquadrare pali elettrici, antenne o i frutti molesti dell’antropizzazione che richiederebbero un ulteriore lavoro in post produzione.

Gli imprevisti e le avventure non ci sono mai mancati: ci siamo più volte spinte in alta quota con temperature di certo non comode , sfidando il freddo. Ricordo che una sera a Casera Razzo mentre stavamo raggiungendo il luogo prescelto per gli scatti, percorremmo un lungo tratto a piedi con grande difficoltà per via della neve alta. D’un tratto una mia gamba sprofondò lasciandomi immobilizzata, come fossi ingessata dalla montagna stessa, con ogni mio piccolo movimento che faceva sprofondare il mio piede sempre più in profondità. Da sola di certo non avrei potuto svincolarmi. Prontamente Giorgia cominciò a rimuovere la neve intorno alla mia gamba scavando a mani nude per velocizzare l’operazione di rimozione. Sono esperienze che da sola non avrei mai affrontato…

L’incontro con Giorgia e la collaborazione

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Coelum Astronomia

L’immagine ritrae la bella congiunzione tra Venere e le Pleiadi dal bellissimo Passo Giau. Si nota che la congiunzione è stata ripresa nella luce zodiacale. Foto di Giorgia Hofer.

di Marcella Giulia Pace