Coelum Astronomia 206 - 2016 - Page 75

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Il grande vantaggio dello strumento MUSE del VLT è quello di catturare contemporaneamente migliaia di immagini, ciascuna a una diversa lunghezza d'onda. In questo modo gli astronomi possono mappare le proprietà chimiche e fisiche della materia in diversi punti della nebulosa.

Le immagini già ottenute di strutture simili, come i famosi "Pilastri della Creazione" nella Nebulosa Aquila e alcune formazioni in NGC 3603, sono state confrontate con quelle mostrate in questa pagina. I dieci pilastri osservati hanno mostrato un chiaro legame tra la

radiazione emessa dalle stelle massicce nei dintorni e le strutture caratteristiche dei pilastri.

Per ironia della sorte, una delle prime conseguenze della formazione di una stella massiccia è che questa mano a mano distrugge la nube da cui è nata. L'idea che le stelle massicce abbiano un effetto importante sullo spazio circostante non è nuova: queste infatti producono grandi quantità di radiazione ionizzante, una emissione con energia sufficiente a strappare gli elettroni più esterni degli atomi che incontra. Risulta però molto difficile ottenere le prove osservative dell'interazione tra queste stelle e l'ambiente circostante.

L'equipe ha analizzato l'effetto di questa radiazione energetica sui pilastri: un processo noto come fotoevaporazione, per mezzo del quale il gas viene prima ionizzato e poi disperso. Osservando i risultati della fotoevaporazione, che include la perdita di massa dai pilastri, hanno potuto identificare i colpevoli: risulta una chiara correlazione tra la quantità di radiazione ionizzante emessa dalle stelle vicine e la dissipazione nei pilastri.

È quasi una calamità cosmica, con le stelle massicce che si rivoltano ai loro stessi creatori. Rimane ancora non del tutto compresa la complessità delle interazioni tra le stelle e i pilastri

I pilastri possono sembrare densi, ma in realtà le nubi di gas e polvere che li compongono sono molto tenui. È possibile che la radiazione e i venti stellari delle stelle massicce possano anche formare zone più dense all'interno dei pilastri, ove di conseguenza si potranno formare anche le stelle.

Queste fantasmagoriche strutture celesti hanno ancora molto da dirci e MUSE è lo strumento ideale per scoprirlo.

Crediti: ESO/A. McLeod.

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