Coelum Astronomia 206 - 2016 - Page 7

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A sinistra. La scura pallina da golf (quelle sono le dimensioni) che vedete nella foto è un meteorite composto di ferro e nichel, come confermato dalle analisi laser, effettuate dalla ChemCam a bordo di Curiosity, del 3 ottobre. Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS.

A destra. Non è la prima volta che i rover che scorrazzano sulla superficie marziana incontrano resti di meteoriti ferrosi. Nel 2005, Opportunity ha avvistato un meteorite delle dimensioni di un cesto da basket chiamato "Heat Shield Rock" (nell'immagine qui sopra). Seguito nel 2009 dalla scoperta della "Block Island", una grande roccia scura di 0,6 metri che conteneva grandi tracce di ferro. E nel 2014, proprio Curiosity ha individuato quello che è il meteorite più grande osservato fin'ora su Marte: il "Leban", di ben 2 metri di larghezza. Tuttavia, "Egg Rock" è in qualche modo unico, in quanto il suo aspetto sembra più "fuso" di quelli incontrati nel passato. E altri particolari del suo aspetto (come ad esempio i lunghi incavi) potrebbero significare che ha perso del materiale, forse quando era ancora fuso (poco dopo quindi aver raggiunto la superficie). Credit: NASA/JPL/Cornell.

Newsom dell’Università del New Mexico. «Marte potrebbe aver campionato una diversa popolazione di asteroidi rispetto alla Terra».

Studiare questo meteorite potrebbe consentire agli scienziati di osservare come l’esposizione alle condizioni della superficie marziana ne ha alterato la composizione e la struttura. Al momento, gli scienziati sospettano che il meteorite sia caduto sul Pianeta Rosso milioni e milioni di anni fa, ma ulteriori analisi della sua struttura interna forniranno una stima più accurata.

Curiosity sta attualmente esplorando le pendici del Monte Sharp, al centro del cratere Gale, in un sito noto come Murray Formation. Qui, il rover ha trovato le prove della passata presenza di un vasto bacino acquoso e di un antico ambiente potenzialmente abitabile.

Il rover, che ormai ha superato da oltre due anni la sua missione primaria, sta mostrando i primi segni di invecchiamento. Lo strumento DAN, ad esempio, sta operando a una differenza di potenziale elettrico minore di quella prevista; tuttavia, anche qualora DAN non dovesse più essere in grado di generare neutroni, potrebbe continuare a mappare l’acqua nel suolo usando la sua modalità passiva. Anche lo strumento REMS, deputato allo studio dei venti marziani, ha recentemente manifestato dei segnali di anomalia. Oltre a questi piccoli acciacchi, Curiosity continua a operare alla perfezione.