Coelum Astronomia 206 - 2016 - Page 68

Calcoli recenti, comunque, adottano modelli dell’atmosfera terrestre primordiale più sofisticati, che tengono conto anche del riciclaggio di CO2 dovuto alla tettonica a zolle, un fenomeno allora ignoto a Hart. I risultati pubblicati nel 2003 da James Kasting e dai suoi collaboratori suggeriscono che l’ecosfera continua del nostro Sistema solare, capace di durare 4,6 miliardi di anni, si estenda in realtà da 0,95 a 1,15 UA, con una larghezza più che tripla rispetto a quella ipotizzata da Hart.

Detto questo, qual è la probabilità che un dato sistema planetario abbia un pianeta all’interno della propria ecosfera continua? La risposta dipende sia dal tipo di stella sia dalla distribuzione dei pianeti nel sistema. Se questi ultimi sono distribuiti come nel nostro Sistema solare (in altre parole, se le distanze dei pianeti dalla stella centrale seguono la legge di Titius-Bode), nelle ecosfere non continue delle stelle di ogni tipo esisterà all’incirca lo stesso numero di pianeti. Tuttavia, i pianeti orbitanti intorno alle stelle calde di tipo O, B e A non rimarranno a lungo nell’ecosfera, perché queste stelle aumentano troppo rapidamente la loro luminosità. D’altra parte, è poco probabile che i pianeti intorno alle stelle fredde di tipo K ed M siano abitabili per un periodo continuo: l’ecosfera di questi sistemi si trova vicino alla stella centrale e il pianeta verrà

Leggi lo speciale sulla scoperta di Proxima b, il pianeta extrasolare più vicino alla Terra mai individuato su Coelum 204 a pagina 38.

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