Coelum Astronomia 206 - 2016 - Page 6

NOTIZIARIO

Coelum Astronomia

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di Pietro Capuozzo - Polluce Notizie

Curiosity scopre

un meteorite ferroso su Marte

Curiosity si imbatte in un… oggetto alieno (per Marte!): una nuova meteorite ferrosa che consente agli scienziati di osservare come l’esposizione alle condizioni della superficie marziana ne ha alterato la composizione e la struttura, oltre che dare la possibilità di studiare “pezzi” di asteroidi che a Terra non potrebbero arrivare, o arriverebbero molto più deteriorati.

Esplorando la superficie marziana, il rover americano Curiosity si è imbattuto in un meteorite caduto nei cieli del Pianeta Rosso. Il meteorite era stato individuato per la prima volta in alcune immagini scattate dalla fotocamera Mastcam il 27 ottobre; ora, nuove analisi condotte dallo spettrometro laser ChemCam confermano la natura aliena dell’oggetto.

Le analisi indicano che la roccia, soprannominata “Egg Rock”, è un meteorite ferroso, ovvero ricco di ferro e nichel.

«L’aspetto scuro, liscio e lucido di questo bersaglio e la sua forma sferica hanno attirato l’attenzione degli scienziati non appena abbiamo ricevuto le immagini scattate da Mastcam,» spiega Pierre-Yves Meslin del CNRS.

Le immagini erano state scattate in seguito a una breve passeggiata eseguita da Curiosity. I dati raccolti da ChemCam sono indicativi della presenza di ferro, nichel e fosforo, con altri elementi in traccia le cui concentrazioni sono ancora in fase di analisi. L’individuazione di questi elementi è stata resa possibile dall’analisi spettrale di dozzine di impulsi laser sparati verso nove diversi punti lungo la superficie del meteorite.

Si pensa che i meteoriti ferrosi rappresentassero in origine i cuori di asteroidi ben più grandi e

A sinistra. La "Egg Rock", l'immagine composita a colori ripresa dalla ChemCam, che ha il compito di analizzare la composizione chimica delle rocce incontrate dal rover a... "colpi di laser". Credits: NASA/JPL-Caltech/LANL/CNES/IRAP/LPGNantes/CNRS/IAS/MSSS-Caltech/MSSS.

differenziati. Violente collisioni con altri corpi celesti avrebbero poi liberato i nuclei, che si sarebbero andati a schiantare contro i vari pianeti del Sistema Solare.

«I meteoriti ferrosi provengono da una grande varietà di asteroidi che si sono spaccati in più pezzi, con frammenti dei loro nuclei che sono finiti sulla Terra e su Marte,» spiega Horton