Coelum Astronomia 206 - 2016 - Page 48

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Coelum Astronomia

Il Cuore di Plutone

Si tratta di sicuro della formazione più interessante, famosa e riconoscibile dell’intero pianeta. Fin dalle prime immagini ricevute dalla New Horizons, quando ancora era molto distante da Plutone, apparve chiara la presenza di una macchia bianca brillante molto appariscente. Si pensò subito a una zona ghiacciata che, via via che la sonda si avvicinava al pianeta nano, ha assunto un aspetto sempre più ben definito e delineato: si trattava di una vasta area a forma di cuore, ben presto battezzata informalmente il “cuore di Plutone”. Questa area in realtà era apparsa la prima volta già negli anni ‘90 del XX secolo, nelle osservazioni compiute dal Telescopio Spaziale Hubble, proprio come una uniforme e poco definita area più chiara, ma purtroppo non fu possibile definire maggiormente quella zona di Plutone, che rimase un vero enigma fino all’arrivo della sonda.

Grazie alle osservazioni compiute da vicino e alle fotografie in alta risoluzione, è stato possibile riconoscere in questa pianura, rinominata Tombaugh Regio, una delle strutture più interessanti e particolari dell’intero pianeta.

Essa si suddivide a sua volta in due sotto-aree per conformazione geologica e proprietà dimostrate: sono i due lobi del cuore. Quello più a ovest è stato denominato Sputnik Planitia, in omaggio al primo satellite artificiale lanciato in orbita terrestre, che è risultato essere un bassopiano caratterizzato da un particolare processo geologico (di cui in parte abbiamo accennato all'inizio e che spiegheremo in dettaglio qui di seguito), mentre l’altra metà di Tombaugh Regio, ovvero i territori a est di Spuntik Planitia, è risultata di 2-4 km più elevata ed è costellata di fosse di sublimazione larghe un paio di chilometri (in alcuni casi, fino a 25) e profonde in media un chilometro.

Sopra. Una magnifica vista panoramica dell’intera Sputnik Planitia. Si nota il forte contrasto cromatico e di albedo della zona della piana di ghiaccio in confronto alle regioni circostanti, soprattutto se raffrontata con la rossa Cthulhu Regio. Crediti: NASA/JHUAPL/SWRI.