Coelum Astronomia 206 - 2016 - Page 44

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Sopra. L’immagine mostra la particolare conformazione del “morso di Plutone”, un bassopiano chiamato Piri Planitia, posto nella Vega Terra, in cui la sublimazione del ghiaccio ha creato la particolare struttura.

Crediti: NASA/JHUAPL/SWRI.

Sotto. L’immagine in falsi colori, ricavata dallo strumento LEISA, mostra la distribuzione del ghiaccio: ghiaccio d’acqua in blu e ghiaccio di metano in rosa e viola. La risoluzione è di circa 200 m/px. Crediti: NASA/JHUAPL/SWRI.

paragrafo dedicato alla possibile presenza di un oceano sotterraneo). Le vallate che costituiscono le fratture frastagliate, che suddividono i tasselli, possono essersi in seguito ingrandite per effetto della sublimazione dei ghiacci.

La presenza nell’area di crateri da impatto fa capire che il territorio è piuttosto antico.

Bassopiani in sublimazione: il “morso di Plutone

Sono aree caratterizzate da ampi e improvvisi avvallamenti rispetto al territorio circostante. Si ritiene che queste depressioni possano essere causate da un processo di sublimazione in atto, cioè dalla transizione del ghiaccio di metano superficiale direttamente dallo stato solido a quello gassoso. Il gas si riverserebbe quindi nell’atmosfera, esponendo lo strato di ghiaccio d’acqua sottostante.

Un caso esemplare di tale situazione è quello che il team di New Horizons ha descritto come il “segno di un morso” che si trova nell’emisfero occidentale di Plutone. È il caso di Piri Planitia, una giovane pianura priva di crateri, delimitata da una scarpata frastagliata chiamata Piri Rupes. Questa conformazione si trova nell’altopiano denominato Vega Terra.

Osservando la topografia e analizzando i dati rilevati da LEISA, appare evidente che uno strato di metano ghiacciato ricopre le zone più elevate delle Piri Rupes, mentre alle quote inferiori di Piri Planitia è visibile solo la dura superficie di ghiaccio d’acqua (su Plutone, a causa delle bassissime temperature il ghiaccio d’acqua si comporta proprio come se fosse roccia, dura e immutabile). Qui la sublimazione deve aver agito come un vero e proprio processo erosivo, esponendo il substrato, mentre nelle aree ricoperte di metano la transizione del gas ancora non si sarebbe verificata.