Coelum Astronomia 206 - 2016 - Page 43

A nordest delle aree butterate si possono invece trovare delle regioni, sempre di circa 100 km di ampiezza, che presentano una superficie caratterizzata da strutture affilate e lamellari. Queste lame all’apparenza taglienti scolpite nel terreno corrono anche per decine di chilometri, tutte parallele le une alle altre, distanziate tra loro di circa 5 km o 10 km. Le analisi condotte su queste strutture ne hanno determinato un’altezza fino a qualche centinaio di metri. In alcune situazioni queste lame si incontrano fino a formare fondendosi delle strutture a ipsilon.

Queste zone sono state battezzate dagli studiosi Tartarus Dorsa perché ricordano l’aspetto della pelle notevolmente corrugata di certi rettili.

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Aree Lamellari

Crediti: NASA/JHUAPL/SWRI

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Simili alle aree lamellari, presentano delle alture con la base ampia e dalle creste sottili e allungate intervallate ad avvallamenti, simili a solchi. Queste strutture non sono affilate come quelle delle aree presentate in precedenza, ma sono più tozze e scolpite. Esse sembrano essere il risultato della deposizione e successiva erosione di materiale. L’aspetto complessivo è quello di una superficie corrugata o ondulata.

Queste formazioni sono spaziate all’incirca una decina di chilometri le une alle altre e sono orientate quasi tutte da nordovest a sudest. Queste strutture caratterizzano tutte le zone a nord e a nordovest della Sputnik Planitia.

Aree Corrugate

In realtà piuttosto rare, sia su Plutone sia nell’intero Sistema Solare, queste aree manifestano un’originale conformazione superficiale il cui aspetto è quello di un insieme piuttosto ordinato di tasselli poligonali, separati da vallate ampie dai 3 km ai 4 km. L’effetto finale è quello di un fregio sulla superficie simile a una “greca”. Un esempio di questo tipo di terreno è presente nell’area chiamata informalmente Venera Terra. Si pensa che queste strutture siano la manifestazione delle forze di espansione cui è sottoposto il pianeta (come spiegato più avanti, nel

Aree “Grecate”

Crediti: NASA/JHUAPL/SWRI

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Crediti: NASA/JHUAPL/SWRI

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