Coelum Astronomia 206 - 2016 - Page 39

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Sopra. L’immagine mostra il dettaglio della superficie di Plutone all’occhio del telescopio Spaziale Hubble. Come si può notare la distanza e la dimensione del piccolo pianeta nano non hanno consentito di raccogliere i dettagli superficiali che solo New Horizons ci ha svelato. Nell’immagine al centro si nota chiaramente una macchia brillante, rimasta per molti anni un vero mistero, e che sarà successivamente battezzata Sputnik Planitia. Crediti: NASA, ESA, and M. Buie (Southwest Research Institute).

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In alto. L'immagine mostra le dimensioni di Plutone e Caronte raffrontate alle dimensioni dell'Europa.

In basso. Un ritratto di Venetia Burney sovrapposto ad una delle lastre fotografiche in cui nel 1930 venne identificato il pianeta a cui la bambina assegnò il nome di Plutone.

New Horizons ci svela un nuovo mondo

Il 14 luglio 2015, alle ore 11:49:57 UTC, New Horizons finalmente compie il suo tanto atteso fly-by con Plutone, sfrecciando all’incredibile velocità di 13,7 km/s a una quota che ha raggiunto i soli 12 472 km dalla superficie nel punto di minor distanza. La conferma della riuscita della manovra è giunta a Terra solo il giorno seguente, dopo le 22 ore di silenzio radio programmato (tutti gli strumenti della sonda sono stati rivolti verso il pianeta e di conseguenza anche l’antenna principale non poteva puntare la Terra).

Se il fly-by ha permesso di raccogliere dati davvero notevoli per ciò che riguarda la risoluzione e il dettaglio, anche i giorni e i mesi precedenti e successivi il fly-by sono risultati davvero emozionanti e di grande valore scientifico. In particolare, subito dopo il sorvolo ravvicinato, è stato possibile compiere osservazioni dell’atmosfera plutoniana, osservata contro la luce del Sole.

Ma cosa è emerso? Un mondo completamente nuovo e inaspettatamente complesso, dominato da forze e fenomeni, ancora oggi allo studio, che possono apparire davvero alieni.

Crediti: NASA/JPL/SwRI.