Coelum Astronomia 206 - 2016 - Page 18

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Coelum Astronomia

Novità sulla Cometa 67P

di Redazione Media INAF

Nonostante la missione Rosetta sia ufficialmente conclusa, continua incessantemente l'analisi delle informazioni raccolte dalla sonda europea e la produzione scientifica che discende dai dati accumulati in poco più di due anni di studio della cometa non accenna a fermarsi. La 67P/Churyumov–Gerasimenko è così diventata negli ultimi due anni la cometa più famosa dell'intero Sistema Solare.

Gli studiosi hanno assunto fino ad ora che 67P si fosse assemblata circa 4,5 miliardi di anni fa, agli albori del Sistema Solare. Sulla base di due studi, guidati da ricercatori dell’Università di Berna, e approvati per la pubblicazione sulla rivista Astronomy & Astrophysics, la realtà appare diversa: la cometa si sarebbe formata poco più di un miliardo di anni fa.

Nel primo dei due studi, gli scienziati hanno calcolato la quantità di energia necessaria a distruggere una struttura come quella del nucleo di 67P. Come sappiamo, la cometa ha un punto debole: quello che viene chiamato “collo”. «Abbiamo scoperto che questa struttura può essere disgregata anche da una collisione a bassa energia», spiega Martin Jutzi, ricercatore presso l’Università di Berna e primo autore di entrambi gli articoli. Le analisi mostrano che comete come 67P hanno sperimentato un gran numero di collisioni nel corso del tempo, e la loro energia sarebbe stata più che sufficiente a distruggere la struttura a due lobi. Quindi la forma del nucleo a "papera" non può essere primordiale. «La forma attuale della cometa è, con tutta probabilità, il risultato dell’ultimo forte impatto che si è verificato nell’ultimo miliardo di anni», dice Jutzi.

Nel secondo studio, Martin Jutzi e Willy Benz, colleghi presso l’Università di Berna, hanno indagato in maggior dettaglio come si sia potuto formare il nucleo di 67P a seguito di una collisione. Le loro simulazioni hanno preso in considerazione oggetti con diametri tra i 200 e i 400 metri che impattano contro un corpo rotante di circa 5 chilometri di diametro. La velocità di impatto è stata impostata tra i 200 e i 300 metri al secondo. L’energia rilasciata è molto inferiore a

Crediti: ESA/Rosetta/NAVCAM.

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