Coelum Astronomia 206 - 2016 - Page 137

Sopra. SN2016eob - Immagine realizzata da Paolo Campaner con un riflettore da 400mm F.5,5.

Sotto. SN2016ews - Immagine realizzata da Giancarlo Cortini con un Celestron 14.

.

www.coelum.com

137

è stato ottenuto lo spettro di conferma. Si tratta di una rara supernova di tipo IIb. Nella notte del 1° novembre anche dall’Osservatorio del Roque de los Muchachos, posto a La Palma nelle isole Canarie, con il Nordic Optical Telescope da 2,56 metri, viene ripreso un ulteriore spettro, confermando di essere di fronte a una supernova di tipo IIb, scoperta circa una settimana dopo l’esplosione. A questa supernova è stata infine assegnata la sigla definitiva SN2016hkn.

NGC 819 aveva ospitato in passato un’altra supernova di tipo Ib/c, la SN2007hb, situata quasi nella stessa posizione dell’attuale scoperta di Campaner. Coincidenza questa molto rara. Se non andiamo errati infatti esiste solo un altro caso di due supernovae esplose quasi nella stessa posizione. Ci riferiamo alle SN2012im e SN2013ek esplose a distanza di un anno in una posizione quasi identica all’interno della galassia NGC 6984 (si veda a tal riguardo l’intervista a Stu Parker, pubblicata su Coelum Astronomia n.194).

Le scoperte italiane però non finiscono qui e nella notte del 31 ottobre Fabrizio Ciabattari, Emiliano Mazzoni e Mauro Rossi dell’Osservatorio di Monte Agliale (LU) hanno individuato una stella “nuova” di magnitudine +17,4 nella galassia spirale barrata UGC 4461, posta a circa 230 milioni di anni luce nella costellazione della Lince al confine con quella dell’Orsa Maggiore.

L’oggetto era presente in una sola immagine e pertanto prima di comunicare la scoperta sul Transient Name Server era necessaria una seconda immagine di conferma. Dalla Toscana il cielo era inesorabilmente coperto pertanto, utilizzando prima la lista mail che permette di tenere in contatto tutti i membri dei vari osservatori che compongono l’ISSP (Italian Supernovae Search Project) e immediatamente dopo anche utilizzando il nuovo gruppo attivato su WhatsApp che permette di aumentare la rapidità di comunicazione, è stato chiesto aiuto nella speranza che da qualche osservatorio italiano dell’ISSP il cielo fosse sereno. L’appello è stato raccolto con successo dal marchigiano Massimo Caimmi che ha confermato la presenza del nuovo oggetto. Nel report di scoperta è stato perciò inserito anche il suo nome.

Per Fabrizio Ciabattari, il principale scopritore italiano di supernovae, si tratta della scoperta numero 70 che lo pone anche all’ottavo posto nella Top Ten mondiale. Purtroppo al momento in cui scriviamo nessun osservatorio professionale ha ottenuto lo spettro di conferma e pertanto a questa supernova rimane assegnata la sigla provvisoria AT2016hrv.

A sinistra. AT2016hrv UGC4461. Immagine ottenuta da Paolo Campaner con il riflettore da 400 mm F.5,5.