Coelum Astronomia 206 - 2016 - Page 134

Come osservare la Luna

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Coelum Astronomia

Esistono differenti modalità per osservare la Luna, dettate sia dal personale interesse nei confronti del nostro satellite, sia dal tempo libero a disposizione fra impegni di varia natura o dal desiderio di non perdere alcuna occasione per orientare il telescopio verso i mari e i crateri lunari. C’è chi si accontenta di una veloce occhiata lungo il terminatore convinto che «tanto la Luna è sempre la stessa» quasi come si trattasse dell’espletamento di una inevitabile e noiosa formalità burocratica, poi c’è chi passa in rassegna le principali strutture con la necessaria calma alternando oculari e ingrandimenti in base alle condizioni osservative della serata, oppure chi invece si dedica al dettagliato studio anche di un singolo cratere, cogliendo al volo le poche occasioni con seeing favorevole. Programmare approfondite osservazioni di tutte le strutture proposte in questo numero, unitamente ai rispettivi dettagli, richiederà probabilmente più di una singola sessione osservativa da distribuire anche nelle successive lunazioni, tenendo presente che una medesima formazione lunare mostrerà sempre qualcosa di nuovo e di interessante al variare dell’angolo di incidenza della luce solare, in stretta relazione col progressivo avanzamento della linea del terminatore.

Buona Luna a tutti.

Tutte le immagini presenti nell'articolo sono state riprese con un Telescopio Maksutov Cassegrain in configurazione Rumak diametro 255 mm F20 (Tubo ottico con 7 diaframmi interni, Ottica Zen) a fuoco diretto e senza filtri + camera Imaging Source DBK41AU02.AS raw colori con risoluzione di 1280 x 960. Esposizione di 2' 30" a 7,5 fps a 1/8". Formato video/codec Y800/RGB24. Montatura SW NEQ6/Pro potenziata con barra, due contrappesi e piastra Geoptik. Elaborazione video in Registax6 con filtri Wavelets + Color Mixing e ritocchi finali in Photoshop. Il telescopio si trova sul balcone al primo piano esposto a N-E-S fino a 15° oltre il meridiano. La postazione è semifissa e completamente protetta da uno specifico telo Geoptik.

Wargentin

L’ultima struttura proposta per il 13 dicembre è Wargentin, situato fra Nasmyth e Schickard. Ci troviamo di fronte a una formazione lunare veramente eccezionale, testimonianza diretta di eventi che scandirono la storia geologica del nostro satellite. Col suo diametro di 87 km presenta la notevole peculiarità di una morfologia molto simile a un esteso altopiano colmato di materiale lavico fin quasi alla sommità, raggiungendo l’altezza di circa 400/600 metri rispetto al livello medio della piana circostante. In questo caso non esistono pareti come quelle già viste intorno ad altri crateri, ad eccezione di un modesto rialzo osservabile in modo particolare nel suo settore meridionale. Sulla sommità, relativamente liscia e pianeggiante, anche a modesti ingrandimenti vi si possono osservare lunghe ma poco elevate dorsali o linee di cresta, orientate prevalentemente in direzione nord/sud, oltre ad alcuni craterini.