Coelum Astronomia 206 - 2016 - Page 133

Pochi chilometri a sud di Schickard abbiamo i crateri Nasmyth (diametro 80 km, pareti alte 2300 m) e Phocylides (diametro 120 km, pareti alte 2700 m). Invasi dal materiale lavico in epoche remote, entrambi presentano un fondo almeno apparentemente livellato e privo di asperità, in cui non vi si notano neppure rilievi collinari degni di nota ma solo crateri di modesto diametro ad eccezione di Phocylides-E (32 km, sulla parete sud) e Phocylides-N (15 km, fra la platea e la parete est). Entrambe le cerchie montuose sembrano abbastanza regolari e prive di zone particolarmente danneggiate, ad eccezione di una porzione più tormentata al confine fra i due crateri.

anche l’osservazione del vicino Inghirami, situato a ovest di Schickard, diametro di 94 km e pareti di 3000 m. La vicinanza di questo cratere alla linea del terminatore ci permetterà di osservare in dettaglio il suo fondo tormentato da varie linee di cresta, crateri e un sistema montuoso centrale.

Nella Storia

Schickard

Il nome venne assegnato da Riccioli nel 1651, dedicato al matematico e astronomo tedesco Wilhelm Schickard (1592-1635) noto per il suo tentativo di determinare la traiettoria di una cometa osservando simultaneamente da località differenti.

Nasmyth e Phocylides

La denominazione di Nasmyth, assegnata da Gaudibert nel 1890, fu dedicata all’omonimo ingegnere industriale scozzese (1808-1890), fondatore di un osservatorio astronomico a Penshurts (nel Kent). Noto per i suoi studi sulla struttura della Luna, l’invenzione dei telescopi a fuoco fisso e di varie macchine utensili, tra cui il maglio a vapore. Per quanto riguarda Phocylides, il nome venne assegnato nel 1651 da Riccioli che lo dedicò all’omonimo astronomo olandese (alias Jan Fokker, 1618-1651) noto per aver intuito il moto proprio delle stelle.

Wargentin

Dedicato all’astronomo svedese Pehr Wilhelm Wargentin, direttore dell’Osservatorio di Stoccolma, il nome venne assegnato da Schroter nel 1802.

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Nasmyth e Phocylides