Coelum Astronomia 206 - 2016 - Page 126

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luminosi che però, stranamente, non sono stati inclusi nel famoso catalogo di Messier: probabilmente sfuggì all’astronomo parigino. Venne scoperta, invece, da William Herschel la notte del 27 novembre 1785, che la descrisse come «brillante, considerevolmente grande, più luminosa verso il centro». A conti fatti, il diametro di tale galassia supera i 240 mila anni-luce, più del doppio della nostra Via Lattea. Questa enorme galassia è circondata da diverse piccole galassie satelliti poste, alquanto stranamente, tutte dallo stesso unico lato rispetto ad essa. La più luminosa di queste è la nana ellittica (solo 30 000 anni luce di diametro) di decima grandezza NGC 770 scoperta il 3 novembre 1855 da R. J. Mitchell, astronomo assistente di Lord Rosse. NGC 770 è situata alla stessa distanza della compagna ma in passato le venne attribuito un redshift molto più alto di quello della NGC 772. Questo fatto, unito all’evidenza di ponti di materia che uniscono i due oggetti, fece sì che la coppia in interazione venisse inserita come Arp 78 nell’atlante delle galassie peculiari compilato da Halton Arp. Le misurazioni degli ultimi anni hanno però corretto la distanza di NGC 770 fino a farla coincidere con quella di NGC 772, facendo quindi rientrare il problema.

A meno di 3' da NGC 770, si trovano le più piccole PGC7509 e PGC212884.

Gli effetti mareali indotti dai molteplici passaggi ravvicinati di tali oggetti hanno distorto a tal punto la struttura a spirale della grande galassia da deformarne il braccio più esterno che, avvolgendo quasi per intero la galassia — altro particolare indotto dai medesimi effetti gravitazionali — appare non solo letteralmente troncato, ma le sue parti più lontane, rilevabili nelle foto a lunga posa effettuate con i grandi telescopi professionali, si spingono a distanze pari a più del doppio del diametro stesso della galassia.

Già all’osservazione effettuata con telescopi da almeno 250 mm, NGC 772 presenta uno dei bracci che parte direttamente dal nucleo, quest’ultimo dall’aspetto quasi stellare, notevolmente più luminosa delle restanti; quando ripresa, tale area appare notevolmente azzurrina, indice dell'elevato

NGC 772, i Consigli per l’Osservazione

di Salvatore Albano

NGC 772 è una galassia di notevoli dimensioni fisiche (quasi il doppio della nostra Via Lattea) ma decisamente piccola in quelle angolari (non più di 3' nel visuale) a motivo della sua grande distanza (circa 104 milioni di anni luce).

Per raggiungere queste due galassie basterà partire da una qualsiasi delle luminose stelle dell’Ariete che fanno loro da contorno.

Consigliamo di scegliere la più brillante (beta Arietis, di mag. +2,6) e poi di spostarsi di 2,1° in direzione sudest. Dal punto di vista osservativo è possibile staccare NGC 772 dal fondo cielo (non inquinato dalla luci) già con un telescopio da 100 mm d’apertura, che ci mostrerà una debole macchietta lattescente vagamente allungata (particolare non facile per questa classe d’apertura), con una debole ma apprezzabile regione nucleare, almeno in visione distolta. È estremamente affascinante che, con un telescopio di modesta apertura, possiamo scorgere un oggetto distante un centinaio di milioni di anni luce!

Strumenti da 200/250 mm di diametro consentiranno invece di intuire la presenza della debole compagna, visibile come una tenue macchietta di luce evanescente situata 3,5' a sudovest del nucleo.

Le grandi aperture ci regalano delle belle emozioni, come la presenza di deboli stelline che attorniano la coppia di galassie, donando un bell’effetto tridimensionale di profondità.

NGC 772, come ho potuto scrivere osservando con il dobson da mezzo metro, rivelerà un allungamento più netto a partire dai 300 mm di diametro: «A 133x NGC 772 si mostra decisamente bella, con un nucleo molto brillante e appare leggermente elongata. A 200x, con la visione distolta, sembra di vedere qualche cenno di struttura spiraliforme».