Coelum Astronomia 206 - 2016 - Page 124

Basta un piccolo telescopio per risolvere Mesarthim in quella che risulta essere una delle più incantevoli doppie di tutta la volta celeste! La componente più settentrionale, chiamata γ¹ Ari, di magnitudine +4,52, è una stella di sequenza principale di tipo B9 V (11000 K alla superficie), di massa pari a quasi 3 volte quella solare e 56 volte più luminosa. L’intensità intrinseca di questi due astri così uguali tra loro ammonta a 50 volte quella del Sole. γ² Ari, che con magnitudine +4,58 è appena più debole ed è un oggetto più complesso: si tratta di una stella di sequenza principale 2,5 volte più massiccia del Sole e una variabile del tipo del tipo α2 CVn, che esibisce variazioni di 0,04 magnitudini in un periodo di 2,61 giorni. Non solo: il tipo spettrale, A1pSi, denota una stella chimicamente peculiare, con una abbondanza insolitamente alta di silicio nella sua atmosfera. Come tutte le stelle di questo tipo, in soli 1,6 giorni compie una veloce rotazione attorno al proprio asse, che porta la sua struttura a divenire ovoidale, schiacciata ai poli ed estesa all’equatore laddove la forza centrifuga a è molto maggiore. È ben noto come tali astri siano altamente magnetizzati, tanto che il campo magnetico di γ² Ari è circa 1000 volte più intenso di quello terrestre. Esattamente come il prototipo di questa classe, il campo magnetico induce a concentrare in determinate zone alcuni elementi chimici quali il silicio: man mano che la stella ruota, l’apparizione e scomparsa di tali aree non solo causa variazioni minime nella sua luminosità ma permette anche di determinare il periodo di rotazione della stella. γ² Ari è stata la prima stella il cui esame spettroscopico, unito allo spostamento Doppler, abbia permesso di creare “immagini” della superficie.

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Mesarthim, l’incantevole stella doppia

la relativa posizione delle due stelle, stimandone la separazione in 8,63" d’arco — il valore è diminuito oggi a 7,1". Il lento moto proprio è comune ma la coppia, separata da almeno 500 UA, impiegherebbe, stando alle stime, non meno di 5000 anni per completare una mutua orbita. Le due stelle possiedono l’insolita caratteristica di essere identiche in luminosità, cosa che la rende un oggetto alquanto facile per gli astrofili oltre che per il singolare fatto che l’angolo di posizione delle due componenti è pari a 0°: in altre parole, la coppia è allineata esattamente lungo la direzione nord-sud.

Mesarthim e la vicina β Ari contrassegnavano il punto dell’equinozio di primavera circa 2000 anni fa. L’importanza di questa coppia fu grande in passato poiché, come detto, l’arrivo del Sole in questo particolare punto dell’eclittica coincideva con l’inizio del nuovo anno. Tale era l’importanza di queste due stelle in passato che gli antichi arabi le designarono con il termine Al-Sharatan, “i due segni”, da cui deriva il nome proprio di β Ari: Sheratan.

La stella, splendendo di magnitudine +2,64, si pone al secondo posto in ordine di luminosità tra le stelle dell’Ariete e al 102° tra le stelle più luminose dell’intera volta celeste. Lontana 60 anni-luce, pur essendo un’ordinaria stella di sequenza principale di tipo A5 (8200 K) e 22 volte più luminosa del Sole, questa stella bianca rivela la presenza di una vicinissima compagna spettroscopica, β Ari B, osservata direttamente solo tramite interferometria. La distanza di questa da β Ari A è inferiore al raggio orbitale di Venere e la sua orbita, avendo la stessa massa del Sole, è insolitamente eccentrica: durante i 107 giorni impiegati a percorrerla arriva a sole 0,08 UA dalla principale (distanza pari a solo il 20% per cento del raggio orbitale di Mercurio) per poi spingersi fino a 1,2 UA, almeno 16 volte più lontano. La massa delle due stelle è stata misurata con elevata precisione: β Ari A è 2 volte più massiccia del Sole, rispetto al quale anche il raggio è due