Coelum Astronomia 206 - 2016 - Page 119

A destra. Come avviene sempre per gli oggetti estesi del cielo profondo, la loro estensione apparente nel visuale è di molto inferiore a quella rivelata dalle fotografie a lunga posa. E questo avviene a maggior ragione per oggetti dalle delicatissime velature come M42.

Il disegno che presentiamo esemplifica molto bene, specialmente dopo un confronto con la foto proposta, la differenza quantitativa e qualitativa tra l’aspetto percepito con i nostri occhi (tramite un telescopio) e quella registrata da un sensore digitale. Allo stesso tempo il disegno coglie l’essenzialità della forma della nebulosa, molto simile al profilo alare di un uccello in volo.

I numeri sovraimposti alla figura segnano le zone in cui John Herschel suddivise nel 1827 la nebulosa per identificare certe caratteristiche: 1) Regio Huygeniana, così chiamata in onore dell’astronomo olandese Christiaan Huygens (da Herschel creduto lo scopritore di M42): è l’area che circonda il Trapezio; 2) Rostrum (Herschel considerava l’intero corpus della nebulosa come quello di un mitico mostro marino); 3) Proboscis Mayor; 4) Regio Messieriana, la cordonatura di polveri che separa le due proboscidi; 5) Proboscis Minor; 6) Sinus Magnus (o “Grande golfo”, la bocca aperta della “bestia”); 7) Regio Fouchiana, in onore dell’osservatore francese, Jean-Paul Grandjean De Fouchy (1797-1788); 8) Regio Godiniana, in ricordo di Louis Godin (1704-1760); 9) Regio Picardiana, in onore di Jean Picard (1620-1682).

La sua forma a ventaglio è impossibile da mancare, insieme alla sua luminosità cangiante e all’alone quasi impercettibile che la circonda, dovuto alla fluorescenza dalla forte radiazione ultravioletta di quattro stelle presenti nel suo centro, note come il Trapezio. Si tratta di un ammasso di giovanissime stelle, conosciuto fin dai tempi di Galileo.

Osservando la regione interna con un (ottimo) binocolo 10x70 le componenti del Trapezio risultano confuse: servirà un 16x70 per distinguere agevolmente le tre stelle principali, con una quarta appena percepibile. Al telescopio, con diametri da 100 o meglio 150 mm (se rifrattori), sarà possibile discernere anche la

quinta (E) e la sesta (F) componente (entrambe di magnitudine superiore alla +10), sotto un cielo buio e trasparente.

Le parole non bastano a descrivere la maestosità e la bellezza di questo oggetto celeste, quindi l’unico vero modo per apprezzarlo è di osservarla con l’ausilio di un telescopio, con i nostri occhi.

Le sue coordinate sono: RA 05h 35m 17s - Dec. -05° 23m 28s.

Termina qui il nostro viaggio alla scoperta dei gioielli del cielo invernale, non mi resta che augurare a tutti voi buone osservazioni!

Sopra. La posizione di M42 e le principali

stelle della costellazione di Orione.

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