Coelum Astronomia 206 - 2016 - Page 111

“nubecula” indistinta posta nel centro della costellazione del Cancro.

«Nel centro del Cancro si trova una stella bianca come la farina o come l'infiorescenze di salice. Essa somiglia a una nube, ma non è una nube, somiglia a una stella, ma non è una stella…»

Così riportano antichi codici celesti della Cina, paese in cui la costellazione, ponte tra Gemelli e Leone, era considerata il punto di contatto fra il mondo umano e l'aldilà, con una porta proprio al centro, attraverso cui passavano i defunti affollandosi come tanti puntini luminosi…

Credo che lo strumento ideale per apprezzare al meglio le caratteristiche di M44 sia il binocolo 25x150 (campo di 2,7°), dato che l’ammasso è troppo grande (circa 1,5° di diametro angolare) perché il campo di un telescopio possa contenerlo tutto.

Una curiosità al suo riguardo risale al Medioevo: da alcune cronache dell’epoca sappiamo che a quei tempi l’ammasso stellare veniva utilizzato come “previsore del tempo meteorologico”. Data la sua bassa luminosità — e la quasi totale assenza di inquinamento luminoso all’epoca, se non nelle città più grandi — quando diventava invisibile grazie alle sottili nubi cirriformi che precedono un fronte di maltempo, chi osservava sapeva prepararsi all’occasione. I cirri sono nubi leggere, che diminuiscono di poco la luminosità del Sole, della Luna o delle stelle principali, ma abbastanza opache da “cancellare” dal cielo questo ammasso. Un esempio pratico di come anche nei tempi antichi si sapeva come unire differenti campi di conoscenza.

Le sue coordinate sono: RA 08h 40m 00s – Dec. +19° 41m 00s.

Sopra. Immagine realizzata da Luca Marinelli il 10 aprile 2015 con telescopio Skywatcher Newton 200 mm F1000 mm e fotocamera reflex digitale. Singola posa di 301 sec a 1600 ISO.

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