Coelum Astronomia 206 - 2016 - Page 104

Partendo proprio dai pianeti, per chi possiede dei telescopi di media/grande apertura, nella prima parte dell’inverno i due giganti gassosi più lontani del nostro Sistema Solare saranno ottimamente posizionati per le osservazioni prima della mezzanotte. Urano e Nettuno sono mondi lontani, più di 2,5 miliardi di chilometri per il primo, e più di 4,3 miliardi di chilometri per il secondo, e per questo difficili da osservare a causa della ridotta magnitudine.

In realtà Urano può essere avvistato, con maggiore successo nei dintorni delle opposizioni, anche a occhio nudo. Questa potrebbe sembrare una contraddizione con quanto appena detto, ma la sua visibilità è relegata a osservazioni lontane dai principali centri abitati, con cieli scuri che ormai stanno divenendo sempre più rari (a causa dell’aumentare dell’inquinamento luminoso), a meno che non ci si rechi in montagna. Avere a disposizione un telescopio aiuterà nettamente a riconoscere i due pianeti color acquamarina e blu scuro.

Urano (mag. +5,7/+5,8) è rintracciabile nella costellazione dei Pesci, mentre Nettuno (mag. +7,8/+7,9) in quella dell’Acquario, dove rimarrà fino al 2022.

Passando a osservazioni più facili, che potranno essere condotte anche a occhio nudo, i due pianeti più luminosi del cielo serale e mattutino faranno la loro comparsa rispettivamente durante tutta la stagione e nella seconda parte dell’inverno.

Venere sarà rintracciabile dopo il tramonto sopra l’orizzonte occidentale. Visibile da dicembre a marzo, con magnitudini inferiori a –4, sarà l’astro più luminoso di tutto il cielo notturno, impossibile da mancare anche tra le ultime luci del crepuscolo! Con l’ausilio di un piccolo telescopio sarà possibile apprezzarne anche il cambiamento di fase (vedi la composizione qui sotto), come succede con la Luna, che varierà giorno dopo giorno.

Giove invece inizierà a trovarsi in una posizione proficua per buone osservazioni solo qualche ora

Pianeti

Immagine realizzata da Raimondo Sedrani il 15 luglio 2015 utilizzando un telescopio NORTEK Dall-Kirkham 250 mm (9") F20 e camera CCD.

104

Coelum Astronomia