Coelum Astronomia 205 - 2016 - Page 96

portata di tutti fu la vera rivoluzione che portò alla telecomunicazione di massa.

In quegli stessi anni stavano nascendo nuove frontiere della fisica che avrebbero dimostrato la scala reale del genere umano nel Cosmo. Robert H. Goddard, uno dei padri della missilistica moderna, fu anche il primo a considerare la possibilità di inviare un razzo verso Marte nel suo saggio del 1902 intitolato The Habitability of Other Worlds, mentre l’eccentrico inventore Nikola Tesla dichiarò nel 1901 di aver addirittura ricevuto un messaggio radio da Marte. Egli era convinto che le comunicazioni interplanetarie sarebbero diventate l’idea dominante del XX secolo.

In questo scenario storico e culturale, il 29 gennaio del 1920 il quotidiano americano New York Times rivelò che Guglielmo Marconi stava indagando su strane trasmissioni che lui sosteneva di aver captato sia a Londra sia a New York.

«Nessuno può ancora affermare se esse abbiano origine sulla Terra o su altri Mondi». Questa frase lasciava trasparire che Marconi aveva preso in seria considerazione l’origine extraterrestre del segnale captato. D’altra parte, circa due decenni prima, nel 1901, l’astronomo francese Charles Nordmann era riuscito a captare le onde radio emesse dal Sole e questo di per sé poteva indicare che la ricetrasmissione tra due corpi celesti era un fatto incontrovertibile.

A sostenere la presunta origine extraterrestre dei segnali per Marconi era il fatto che essi erano stati captati nello stesso momento e con la stessa intensità da due stazioni separate dall’Atlantico.

«Noi riceviamo occasionalmente dei segnali che potrebbero venire da un punto situato fuori del globo terrestre. Abbiamo osservato che questi segnali formano delle lettere di cui alcune, e particolarmente tre punti della lettera S, vengono ripetute con maggiore frequenza delle altre; ma in nessun caso questa riunione di lettere permette di

Sopra. Il titolo dell’articolo apparso sul New York Times del 29 gennaio 1920, in cui si parla delle indagini di Marconi condotte sui misteriosi segnali radio ricevuti sia a Londra sia a New York. Crediti. New York Times.

formare un messaggio intelligibile. Questi segnali non solo sono stati registrati simultaneamente a Londra e a New York, ma in queste due città la loro intensità era identica, ciò che sembra indicare che essi emanino da un punto oltremodo lontano, in confronto del quale i cinquemila chilometri che separano Londra da New York sono una piccola distanza».

L’eccentrico astronomo francese Flammarion portò le strane trasmissioni che Marconi sosteneva di aver ascoltato a sostegno della sua tesi sull’esistenza di un’antica ed evolutissima civiltà marziana.

Ma non tutto il mondo accademico fu d’accordo sull’interpretazione di Marconi, sostenuta dal Flammarion, e chiese altre indagini prima di cadere preda del sensazionalismo.

Branly, l’inventore del coesore, si chiese

96

Coelum Astronomia