Coelum Astronomia 205 - 2016 - Page 92

Quando Marte parlava a Guglielmo Marconi

o del perché Marconi si convinse di ricevere messaggi radio da Marte...

di Umberto Genovese

Soltanto poco tempo fa si è diffusamente discusso in rete riguardo l’origine di un segnale captato dal radio osservatorio russo Ratan 600 dell’Osservatorio Astrofisico Speciale dell’Accademia Russa delle Scienze. Questo segnale, originariamente attribuito ad una civiltà extraterrestre, è invece risultato di natura terrestre. A ben guardare di esperienze simili è costellata tutta la storia della ricerca di civiltà extraterrestri. Qualche volta queste hanno portato alla scoperta di fenomeni astrofisici straordinari come le pulsar, altre volte a veri buchi nell’acqua e altre ancora a cantonate incredibili che hanno coinvolto non qualche sprovveduto internauta ma niente di meno che Premi Nobel come… Guglielmo Marconi, l’inventore della radio.

Per raccontare questa incredibile storia però occorre fare un passo indietro e partire dall’inizio, tracciando il contesto culturale che portò a rendere credibili e accettabili tali teorie.

La speculazione sulla vita intelligente extraterrestre non è cominciata nel XX secolo ma è in realtà antica quasi quanto l’uomo. Già Anassagora nel V sec. a.C. credeva che la Luna fosse abitata, mentre nel XV secolo l’ambasciatore di Costantinopoli, il Cardinale Niccolò Cusano, credeva in un eliocentrismo ancora matematicamente non definito e che in realtà il sistema tolemaico fosse errato. Cusano era inoltre convinto dell’esistenza di altrettanti mondi attorno alle altre stelle e abitati da altri esseri intelligenti.

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