Coelum Astronomia 205 - 2016 - Page 90

Gli astronauti in viaggio per Marte potrebbero subire danni cerebrali permanenti

Se il progetto proposto da SpaceX sembra grandioso ed Elon Musk appaia come la fonte di soluzioni ad ogni problema che possa ostacolare il tanto desiderato viaggio verso Marte, diversi sono i toni, decisamente più preoccupanti, di un recente studio condotto alla University of California a Irvine e pubblicato su “Scientific Reports”. Questo studio, condotto da un team capeggiato da Charles Limoli, professore di radio-oncologia, ha evidenziato che possono insorgere disturbi cognitivi a lungo termine in seguito all’esposizione prolungata a particelle altamente energetiche. Si tratta dello stesso tipo di particelle cui sarebbero sottoposti gli astronauti impegnati in una lunga missione verso Marte.

Secondo quanto emerso dallo studio, condotto sui roditori, un viaggio verso Marte (e allo stesso modo qualsiasi missione che preveda un viaggio prolungato nello spazio interplanetario) potrebbe essere deleterio per il cervello umano. Gli ipotetici astronauti sarebbero infatti sottoposti a un prolungato bombardamento di pericolose radiazioni cosmiche. Sulla Terra la magnetosfera ci protegge costantemente da queste radiazioni. Anche gli astronauti presenti sulla Stazione Spaziale sono protetti, poiché l’orbita della ISS è all’interno dello scudo offerto dal nostro pianeta.

Ma quali sono gli effetti di tali radiazioni sull’essere umano?

I ricercatori hanno stilato un elenco da brividi: ansia, depressione, disturbi della memoria e capacità decisionali compromesse. Questi sintomi sono stati tutti riscontrati nel comportamento dei topi transgenici di sei mesi e di ratti di 7-9 mesi nel corso dei test. Lo scopo dello studio era quello di accertare le modifiche in un periodo che va da 12 a 24 settimane, dopo l’irradiazione con particelle cariche (ioni di ossigeno e di titanio) in dosi comprese fra 0,05 e 0,25 Gy/min (gray al minuto). Sono queste le condizioni che simulano l’esposizione tipica a cui sarebbero sottoposti degli astronauti impegnati in un lungo viaggio interplanetario, proprio come quello necessario per raggiungere Marte. Tutti questi sintomi, insomma, portano a pensare a un forte aumento del rischio di demenza.

Lo studio in realtà non è il primo di questo genere: lo stesso team aveva già pubblicato in precedenza (maggio 2015) su Science Advances un articolo intitolato “What happens to your brain on the way to Mars” che evidenziava i possibili danni a breve termine (6 settimane). Il nuovo studio mette in luce una preoccupante differenza: l’insorgenza di danni anche a medio e lungo termine (12 e 24 settimane) e quindi di danni persistenti, come indicato dal titolo: “Cosmic radiation exposure and persistent cognitive dysfunction”.

Speriamo che anche in questo caso Musk sia in grado di tirare fuori dal cilindro una soluzione semplice ma geniale e, in definitiva, efficace!

Crediti: SpaceX.

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