Coelum Astronomia 205 - 2016 - Page 89

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Sotto. Lo schema propone gli spostamenti della navetta interplanetaria nel viaggio di andata e ritorno tra Terra e Marte. Crediti: SpaceX.

2018. Una navetta cargo Dragon, del tipo già usato per rifornire la Stazione Spaziale Internazionale, sarà inviata a depositare i primi materiali sul suolo marziano.

Alla seconda opposizione utile, cioè a ottobre 2020, seguiranno numerose altre navicelle Dragon, ognuna carica di attrezzature che saranno lasciate su Marte per la sopravvivenza dei primi coloni.

Alla terza opposizione, a dicembre 2022, il piano prevede il primo viaggio verso Marte dell’Interplanetary Transport System. La grande nave cargo partirà senza equipaggio e trasporterà sul pianeta rosso solo attrezzature e provviste.

Finalmente, alla quarta opposizione a partire da ora, cioè a gennaio 2025, fra meno di dieci anni, l’Interplanetary Transport System partirà verso Marte con il suo primo equipaggio umano, i primi coloni, i pionieri che andranno pur sapendo di poter morire sul suolo di un altro pianeta.

Se tutto andrà come deve, a ogni nuova opposizione sempre più navi cargo saranno spedite verso Marte, finché, a partire dal 2030, il sistema di collegamento tra i due pianeti comincerà a essere considerato una cosa normale.

Gli sviluppi futuri, economici e soprattutto culturali, di una simile impresa non sono prevedibili a priori. Certamente la colonizzazione di Marte produrrà cambiamenti epocali nella vita di moltissime persone.

Ma che probabilità ci sono che il sogno visionario di Elon Musk si avveri?

Musk, oggi quarantacinquenne, ha già dimostrato che per lui lo scopo primario non è accumulare ricchezza, ma creare ricchezza per finanziare i suoi progetti futuristici. Finché Musk sarà al timone del progetto, è certo che SpaceX farà ogni sforzo per far progredire l’impresa di colonizzare Marte. Ma, se le redini della compagnia e del progetto dovessero passare in altre mani, le cose potrebbero prendere una piega completamente diversa, non favorevole a chi coltiva grandi sogni.

Diventeremo infine una civiltà multi-planetaria? Per ora non è dato saperlo. Possiamo solo aspettare e sperare che Elon Musk abbia avuto ragione anche stavolta.

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