Coelum Astronomia 205 - 2016 - Page 87

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Nell’immagine,

una simulazione di

come avverrà

l’ingegnoso sistema di rifornimento orbitale

della navetta che trasporterà i coloni su Marte.

Ecco la navetta, in rotta verso Marte, con i pannelli solari dispiegati. Crediti: SpaceX

Grazie al rifornimento orbitale si risolveranno diversi problemi. Innanzitutto, la massa totale che dovrà essere spedita su Marte  —  comprendente la navicella, l’equipaggio, i materiali e il carburante  —  viene suddivisa in due parti, il che ridurrà notevolmente la potenza necessaria a farle risalire il pozzo gravitazionale terrestre. In secondo luogo, la partenza verso Marte avverrà dallo spazio, ai limiti dell’atmosfera, con la navicella già accelerata a diverse migliaia di chilometri orari, il che renderà nettamente minore la spinta che i motori dovranno impartire per abbandonare l’orbita terrestre e puntare verso Marte.

Una volta in viaggio, la navicella dispiegherà poi i suoi grandi pannelli solari, che produrranno l’energia accessoria da usare per le correzioni di rotta.

Entrata infine nell’atmosfera di Marte, la nave spaziale, con il suo prezioso carico di coloni, provviste e attrezzature, ruoterà su se stessa in modo da mettersi in posizione verticale e usare così tre dei suoi motori Raptor per frenare la discesa e adagiarsi al suolo.

Una volta su Marte, i primi coloni cominceranno a costruire le strutture indispensabili per la sopravvivenza, utilizzando i materiali spediti negli anni precedenti con navicelle cargo senza equipaggio.