Coelum Astronomia 205 - 2016 - Page 82

Al Congresso di Astronautica di Guadalajara, in Messico, a quasi 500 km a ovest dalla capitale, al quale ho partecipato per presentare il carico utile del satellite PLATO, non potevo mancare di assistere dal vivo alla presentazione di Elon Musk. Un Congresso destinato ai professionisti, oltre a moltissimi studenti universitari che vi potevano partecipare liberamente. Fatto sta’ che già due ore prima dell’inizio, lunghe file si erano formate alle porte di accesso della sala, organizzata in modo adatto all’uopo. Alla fine mi ritrovo in coda anche io e all’apertura delle porte sembra di assistere alla corsa al posto migliore, degna di un concerto rock. Trovo un posto abbastanza frontale assieme ad alcuni studenti di ingegneria aerospaziale di Chihuahua (proprio come la razza del cane, tengono a dirmi per impedirmi di farglielo notare prima io a loro) e dopo una breve introduzione del Presidente della Federazione Internazionale di Astronautica (il francese Yves Le Gal) arriva lui, il vero marziano della situazione, Elon Musk. Da vero imprenditore, impernia il suo business attorno all’idea che se un viaggio su Marte (di andata e ritorno… niente missioni suicide, anche se certamente pericolose, come lui stesso puntualizza senza problema) venisse offerto allo stesso costo di un appartamento medio negli Stati Uniti (si parla di qualche centinaio di migliaia di dollari) il numero di persone interessate sarebbe certamente sufficiente a sostenere l’impresa e, nel giro di un secolo, a consentire una colonia permanente sul pianeta rosso.

Tre le idee tecniche attorno a cui ruota il suo concetto, il primo è quello di non avere la necessità di portarsi appresso tutto il combustibile. Ad esempio il primo segmento del volo si fermerebbe all’orbita attorno alla Terra, mentre un secondo volo dello stesso razzo che ha portato gli aspiranti coloni marziani in orbita (nel frattempo ridisceso sul nostro pianeta – una impresa che lui ha coronato di successo, come fa

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partecipanti all’impresa a pagare il proprio biglietto per Marte, spendendo una cifra comparabile a quella dell’acquisto di un appartamento.

I pionieri alla conquista di Marte saranno volontari, uomini e donne dotati di straordinario coraggio, consapevoli, almeno nelle fasi iniziali della colonizzazione, di avere un alto rischio di morire nell’impresa. Dovranno essere selezionati in base al possesso di doti fisiche, intellettuali e psicologiche non comuni, ma, soprattutto, dovranno possedere i mezzi finanziari per pagarsi il viaggio e garantire così la sostenibilità economica del sistema di trasporto Terra-Marte.

di Roberto Ragazzoni

Messico, Guadalajara. C'ero anch'io!

Crediti: Roberto Ragazzoni.