Coelum Astronomia 205 - 2016 - Page 73

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La camera dispone di tre filtri, operanti nelle lunghezze d’onda del vicino infrarosso (I), del rosso (R) e del blu-verde (B). Mappando queste lunghezze d’onda con i colori RGB, si ottengono delle immagini parzialmente in falsi colori (per capire meglio di cosa si tratta, si consiglia la lettura dell’articolo sull’elaborazione in falsi colori della cometa 67P di Giuseppe Conzo), di conseguenza non tutti i colori rappresentati coincidono con ciò che i nostri occhi vedrebbero se fossimo degli astronauti intenti ad osservare la superficie di Marte dalla sua orbita. Una delle conseguenze di questa elaborazione è che quelle immagini virano spesso verso il blu: ovvero parti della superficie che appaiono blu in realtà i nostri occhi le vedrebbero grigie.

Nel mio lavoro ho studiato a lungo le dune scure di Marte e la loro morfologia. La loro dimensione varia da circa 50 metri fino a raggiungere diversi chilometri. In particolare uso la loro forma, l’allineamento delle creste e i segni di recente attività eolica per dedurre i percorsi dei venti stagionali, responsabili dei movimenti delle dune di sabbia. Ho anche ricostruito gli schemi di venti antichi osservando dune che oggi non mostrano più segni di attività, o che sembrano intravedersi al di sotto di dune e increspature più recenti.

Le Dune in Abalos Undae

Questa immagine (vedi sopra) mostra una piccola parte di un campo di dune. La luce del Sole proviene dall’angolo in basso a destra e di conseguenza le aree più scure non sono altro che le ombre proiettate sui pendii che danno le spalle al Sole. Le zone più basse delle dune appaiono bluastre mentre le creste sono più grigie: queste differenze di colore sono probabilmente dovute a, e mettono in evidenza, differenti caratteristiche mineralogiche, e della dimensione della grana, dei materiali che compongono la struttura. Le sabbie più fini sono quelle più facilmente trasportabili dal vento e che riescono a raggiungere le sommità delle dune.

Questo campo di dune è situato in una vallata circondata dalla calotta polare di Marte (il polo nord si trova a soli 500 km di distanza). Le dune vicine al polo nord assumono spesso una conformazione allungata. Per spiegarne la forma è stato ipotizzato che il ghiaccio presente nelle

Crediti: NASA/JPL/Univ. of Arizona.