Coelum Astronomia 205 - 2016 - Page 63

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A sinistra. Una rappresentazione artistica dell'European Extremely Large Telescope (E-ELT). Crediti: ESO.

d’onda che copre l’UV (ultravioletto), il visibile e l’IR (infrarosso). Questi strumenti avranno l’obiettivo di analizzare e inventariare i gas in traccia presenti nell’atmosfera marziana, monitorando nello specifico i cambiamenti di concentrazione stagionali e costruendo una mappa spaziale delle distribuzioni. Il tutto sarà correlato ad altre informazioni, come le variazioni di temperatura e pressione, in modo da creare un dettagliato modello atmosferico che permetta di comprendere i movimenti di questi gas, risalendo quindi anche alla loro origine spaziale.

Ovviamente questi strumenti hanno anche la facoltà di individuare e analizzare quelle tracce di gas non ancora rilevate.

L’azione degli spettrometri sarà accompagnata da quella di CaSSIS (Colour and Stereo Surface Imaging System), la potente fotocamera di bordo, che scatterà dettagliate fotografie stereoscopiche della superficie planetaria, per caratterizzare tutte quelle strutture geologiche che possono essere le responsabili delle emissioni di gas in traccia, come, ad esempio, i vulcani. Nello specifico, le mappe costruite grazie a CaSSIS, permetteranno di evidenziare moti geologici correlandoli alle differenze di gas in traccia rilevati nell’atmosfera (come spiegato da Matteo Massironi in queste pagine).

Lo strumento FREND (Fine Resolution Epithermal Neutron Detector) si occuperà invece di scandagliare la superficie del pianeta per penetrare fino a un metro di profondità mappando

Intervista a Giancarlo Bellucci, Co-PI di NOMAD

di Redazione Coelum Astronomia

Lei è Co-Principal Investigator di NOMAD: ci può presentare lo strumento?

Lo strumento NOMAD (Nadir and Occultation for MArs Discovery) a

bordo della sonda TGO/Exomars è stato sviluppato da un consorzio internazionale a guida belga, composto da Belgio, Regno Unito, Spagna e Italia. È uno spettrometro ad altissima risoluzione che permetterà di studiare i gas presenti nell’atmosfera di Marte. In particolare, sarà in grado di rivelare abbondanze molto piccole di molti gas, tra i quali anidride carbonica, ossido di carbonio, vapore acqueo, metano, acetilene e molti altri. Le quantità rivelabili sono pari ad alcune decine di molecole per trilione, una sensibilità mai raggiunta prima. Questo permetterà di studiare in dettaglio i meccanismi

chimico-fisici che governano attualmente l’atmosfera marziana, qual è stata la sua evoluzione nel passato e quella futura.

L'analisi si concentrerà sull'atmosfera marziana: quali sono i risultati che spera di ottenere?

Lo strumento può operare in due modalità, dette di occultazione e mappatura. Nella modalità occultazione, lo strumento osserva il Sole mentre si muove attraverso l’atmosfera di Marte. In questo modo si misura la distribuzione verticale dei gas e la loro abbondanza, con una precisione molto elevata. Nella modalità mappatura, lo strumento osserva direttamente la superficie di Marte da una quota di 400 km e ottiene una copertura globale ogni 7 giorni. In questo modo sarà possibile osservare le zone di generazione o accumulazione di gas e correlarle con le strutture geologiche presenti. Ad esempio, se presenti, sarà possibile identificare zone vulcaniche ancora attive. Molto interessante è poi l’aspetto astrobiologico della missione. Molto probabilmente Marte, in passato, ha avuto le condizioni per ospitare la vita sulla sua superficie. Attualmente, la superficie di Marte non è in grado di ospitare la vita, anche se ci sono

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